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Il WWf e l’energia solare

Convegno sabato a Castelbuono: al centro dell’attenzione l’energia solare. Sabato alle 11,30

Ecco la locandina

Il TAR ha sospeso le ordinanze dei Sindaci: Maiali - Sindaci 1-0

Il Tar Sicilia ha accolto la richiesta di sospensione, avanzata dalla Lega Antivivisezione, delle ordinanze emesse da alcuni Sindaci, che consentivano la caccia agli ibridi di cinghiale anche all’interno del Parco delle Madonie.

Vengono smentite, almeno per il momento, le argomentazioni con le quali il Sindaco di Castelbuono aveva difeso e rivendicato con orgoglio la sua iniziativa di aprire le porte del parco ai cacciatori: e pensare che il Primo cittadino, come argomento inoppugnabile a riprova della legittimità dell’atto, aveva affermato in pieno Consiglio comunale che alle battute partecipava anche l’autista del Prefetto!

Tra parentesi, è da aggiungere, a parte qualche cofano di macchina riempito delle ricercate carcasse prima di partire per i quartieri alti di Palermo, e qualche abbuffata nell’albergo preferito dai governanti del marchesato, la situazione non è cambiata: i cinghiali non sono diminuiti, mentre è aumentata l’esasperazione dei cittadini stretti nella morsa tra i suini e i loro cacciatori.

Tra le due categorie contrapposte, infatti, se si vuole trovare un comune denominatore, esso è dato dalle espressioni poco rassicuranti degli uni e degli altri.

Adesso cosa succederà?

Il Parco fa sapere che è iniziato il censimento, che è ritenuto inutile dal Commissario, ma viene fatto in ogni luogo d’Italia dove insorgono problemi del genere.

Intanto, mentre si aspetta la decisione nel merito, la LAV fa sapere che è stato anche inviato un esposto alla Procura, e preannuncia la richiesta di danni per gli animali uccisi.

L’organizzazione ambientalista poco si preoccupa dell’integrità dell’ecosistema gravemente pregiudicata dai suidi introdotti alcuni anni orsono in un ambiente cui erano estranei, e quindi canta vittoria.

Singolare appare infatti la preoccuazione per la conservazione di questi animali, come se si trattasse di una delicata specie da tutelare e non una devastante intrusa.

Ancora più singolare la sorte che potrebbe toccare ai Sindaci cha hanno emesso le ordinanze: non solo non passeranno alla storia per aver risolto il problema dei suini, ma per giunta potrebbero essere chiamati a rispondere per le poche bestie sfigate fatte fuori.

Nessuno invece chiederà i danni a nessuno per i danni ambientali e di immagine al Parco, trasformato, nell’immaginario e non solo, in zona franca per maiali e cacciatori.

Nell’attesa che qualcuno si occupi della questione più seriamente e rispettando le leggi, occorre registrare il commento del Commissario dell’Ente Parco: “… gli appelli di insigni esponenti della comunità scientifica sono caduti nel vuoto”.

Ora, nella pur copiosa letteratura costituita da dichiarazioni e proclami sui maiali delle Madonie, non c’è in verità traccia di interventi da parte di zoologi o di esperti di queste probematiche specifiche, i quali si sarebbero messi a ridere o a piangere di fronte alle iniziative intraprese.

Dunque è evidente che il Commissario si riferisse ad un’altra specie, questa sì endemica, costituita dai tuttologi che sanno, come è ovvio, tutto, ed intervengono, come è consustanziale alla loro natura, su tutto: gli stessi insigni che non levarono alcun grido di dolore di fronte allo scempio di fosso Canne negli anni ottanta e che non hanno trovato il tempo di intevenire, ad esempio, sulla cementificazione della costa e sui progetti, realizzati o tentati, di  modificare o forzare la legge vigente in favore di nuovi insediamenti, o su altre bazzecole ambientali del genere.

Seguono:

- l’ordinanza del TAR

ordinanza-di-sospensiva-cinghiali-madonie.doc

- il comunicato della LAV

cs-sospensiva-tar-caccia-cinghiali.pdf

- l’articolo tratto da Madonienews, con la dichiarazione del Commissario del Parco

http://www.madonienews.it/?nw=1&pagina_madre=3343&id_pagina=3371

- precedenti interventi di Tranquillopoli sul tema

- maiali e no: una storia madonita

http://tranquillopoli.altervista.org/?p=386

- A Castelbuono ci sono alcune questioni da Porci:

http://tranquillopoli.altervista.org/?p=330

- Benvenuti a Castelbuono!:

http://tranquillopoli.altervista.org/?p=342

Gioacchino Cannizzaro

Niente numero legale, e l’accordo (perora) salta

Manca il numero legale alla conferenza dei Sindaci e del Presidente della Repubblica, e l’accordo tra Acque potabili siciliane e l’Amap per il momento subisce una battuta d’arresto.

Certamente, vista l’appetitosa posta in palio (la fornitura d’acqua alla città di Palermo), i “promessi sposi” torneranno a provarci; nel frattempo, al Comune di Palermo, i consiglieri di opposizione proveranno a creare uno schieramento trasversale che bocci l’accordo.

… nell’attesa che la cancelleria del TAR del Lazio rassetti le carte …

Il Tar del Lazio: non siamo ancora pronti. Amap ed APS: noi invece sì

Seconda fumata nera, dopo quella di gennaio: la decisione sul ricorso dei sindaci della Provincia di Palermo contro l’aggiudicazione del servizio idrico alla società Acque potabili siciliane, è saltata, ed è stata rinviata di un mese.

Pare che la cancelleria non abbia provveduto in tempo alla riunificazione dei fascicoli: infatti era stata disposta l’unificazione del ricorso dei sindaci con altri due pendenti presso lo stesso Tar e riguardanti lo stesso affidamento, ma, come si dice, le carte non hanno camminato.

Stranamente tutto ciò avviene alla vigilia della riunione della Conferenza dei sindaci che dovrà pronunziarsi sull’accordo tra Amap ed APS, che, se sarà siglato, eliminerà un grosso ostacolo al proseguimento da parte della società liguro-piemontese del cammino verso il controllo (e gli utili) dell’approviginamento idrico in tutta la provincia.

Questa non è la prima coincidenza strana in questa vicenda: ricordiamo ancora la stipula della convenzione tra ATO ed APS proprio alla vigilia della moratoria nazionale votata nella passata legislatura.

Nè si può dimenticare neppure il terribile tour de force cui si sottoposero, nella torrida estate del 2006, il dott. Vigna, catapultato in Sicilia ad hoc, ed i suoi illustri collaboratori, per esaminare e validare in tempi stretti l’unica offerta della famosa gara oggi oggetto del ricorso.

Intanto l’accordo tra Amap (l’ex municipalizzata, ora società controllata dal comune di Palermo) ed APS incontra proteste in consiglio comunale, e la consigliera Antonella Monastra lo definisce un accordo - capestro e parla apertamente di interessi di parte.

Segue: il comunicato stampa della consigliera comunale di Palermo Antonella Monastra

comunicato-monastra.doc

Errata corrige: la pezza del garante non copre tutto il buco

Su tempestiva segnalazione del comitato civico Liberacqua, Tranquillopoli ha ricevuto il testo del parere dell’autorità garante del mercato e della concorrenza in merito alle bollette forfetarie, ed ha preso atto che l’informazione riportata nel sito  hercole.it, su cui ci si era basati, era parziale, ed ometteva un dato importante, se non altro per il significato anche solo simbolico: APS è stata sanzionata, anche se soltanto, di 5.000 euro.

Diciamo “soltanto” perchè questa somma, per la società controllata indirettamente dalle holding liguro-piemontesi SMAT ed Iride, può ritenersi un piccolo “costo d’impianto” aggiuntivo rispetto al fatturato che gli azionisti si attendono dall’intera operazione”Palermo”.

Ma la sanzione amministrativa pecuniaria c’è stata, e non depone certamente a favore della società aggiudicataria del servizio.

Cosa è successo?

La comprensione del garante lo ha indotto a ritenere insussistenti per APS le violazioni qualificate dal Codice del consumo come “azioni ingannevoli” e “pratiche commerciali aggressive”, ma non ha potuto impedire che venisse accertata a carico della società l’omissione ingannevole di informazioni rilevanti circa le modalità di fatturazione dei consumi idrici: in pratica APS avrebbe dovuto informare per tempo gli utenti della futura adozione di un nuovo sistema di fatturazione. Ma non lo ha fatto.

L’importo della sanzione irrogata è quello minimo applicabile per questa violazione, perchè, dice il Garante, la “pratica” ha “basso impatto”, perchè le richieste di rimborso sono state percentualmente poche, e “in considerazione delle particolari condizioni economiche dell’impresa” (delle quali, secondo questa logica, dovrebbero farsi carico gli utenti, mentre i profitti invece saranno tutti del gestore privato).

Chi vuole capirne di più, per fare le sue valutazioni sui ragionamenti che hanno spinto il Garante a questo tipo di provvedimento, può leggere il procedimento.

Segue:

- il provvedimento sulla fatturazione forfetaria di Acque potabili siciliane spa

provvedimento-agcm-su-pratiche-commerciali-scorretteaps.pdf

L’autorità garante ci mette una pezza: assolte le fatturazioni forfettarie APS

L’autorità garante per la concorrenza ed il mercato ha respinto il ricorso di diversi cittadini che lamentavano la fatturazione forfetaria operata dalla società che si è assicurata la gestione del servizio idrico integrato.

In particolare è stata data massima comprensione alle ragioni del trust ligure - piemontese, che, a parere del pietoso garante, ha agito “in un contesto particolarmente anomalo e difficile”, e quindi si può sorvolare sulla richiesta di pagamento, inviata a migliaia di famiglie, su consumi mai fatti.

La pronunzia del garante arriva dopo che la stessa autorità aveva invece giudicato negativamente le procedure di affidamento del servizio alla stessa società… ma erano altri tempi.

Tutto ciò avviene mentre si è in attesa della sentenza del Tar del Lazio sul ricorso in merito all’affidamento del servizio, prevista per il prossimo 24 giugno.

Segue:

- un articolo sulla decisione del garante:

http://www.hercole.it/index.php?option=com_content&task=view&id=8621&Itemid=112

- un altro intervento di Tranquillopoli, sul ricorso presentato contro le fatturazioni forfetarie, che riporta le ragioni dei cittadini

http://tranquillopoli.altervista.org/?p=378

Da Corleone, dove la privatizzazione dell’acqua è in atto

A Corleone, dove l’acqua è stata privatizzata, montano le proteste per gli aumenti delle bollette, ed il locale comitato per l’acqua pubblica denunzia: “assunzioni di parenti degli ammin istratori in coincidenza con la consegna delle reti.”

Sulla base di quello che sostiene con forza il Comitato, forse adesso è più chiara la ragione (non l’unica, per la verità, nè la più inconfessabile) che spinge diversi amministratori comunali ad accondiscendere, o ad assumere un atteggiamento, per così dire … di speranzosa attesa … verso la consegna dell’acqua ai privati.

Di seguito, da Città Nuove Corleone:

- la protesta cittadina e la petizione

http://cittanuovecorleone.blogspot.com/2009/05/corleone-la-protesta-contro-il-caro.html

http://cittanuovecorleone.blogspot.com/2009/05/corleone-proteste-contro-il-caro.html

- le accuse del comitato: “qualche posto per parenti e amici” (da Telejato)

http://cittanuovecorleone.blogspot.com/2009/05/telejato-il-servizio-sullacquedotto-di.html

- le domande del comitato agli Ammnistratori: “potete giurare sul vostro onore …?”

http://cittanuovecorleone.blogspot.com/2009/06/corleone-e-le-assunzioni-clientelari-di.html

Maiali e no: una storia madonita

La storia dei porci inselvatichiti, meglio noti con il nome d’arte “suidi”, si arricchisce di nuovi eventi.

Infatti Legambiente Sicilia, notoriamente tra le associazioni ambientaliste quella più vicina al Sindaco di Castelbuono, ha stilato un documento di protesta. Ed ha difidato i Sindaci  dal continuare gli abbattimenti dentro il Parco delle Madonie.

Infatti,  le comitive formate da simpatici appassionati dell’ambiente armati di tutto punto, con l’avallo di alcuni Sindaci, ormai scorazzano in lungo e in largo per il Parco delle Madonie, in barba ad ogni norma.

Il tutto avviene a caccia chiusa (essendo questo il delicato periodo della riproduzione per le altre specie), ed in zone dove la caccia è tassativamente vietata da una dozzina di norme statali e regionali.

Le squadre del Sindaco di Castelbuono, in particolare, percorrono il territorio sia in zone antropizzate che in zone di parco, e l’unico avviso per i cittadini e per gli escursionisti sono dei cartelli posizionati stabilmente, nei quali si vieta tassativamente il transito sia in automobile sia a piedi.

Questi cartelli non sono stati mai rimossi da diverse settimane, per cui i residenti, stando ad essi, non dovrebbero mai più rientare a casa.

Come dire, “cu mori mori, a ccuntu sùa”, come avvisava il banditore prima della corsa degli asini del tempo che fu (bei tempi, quelli degli asini che correvano, mentre oggi gli Asini svolgono altre importanti funzioni).

Per lasciare gli asini e tornare ai porci: a Castelbuono le operazioni di caccia dovrebbero svolgersi sotto l’alta sorveglianza dei Vigili urbani (di nuovo, cu mori mori, a ccuntu sua), ma si sarebbero verificate delle deviazioni da parte di alcune squadracce, pare di Terminesi invitati chissà da chi; costoro, esponenti delle nuove tendenze turistiche incoraggiate dal Sindaco, dopo aver abbandonato il resto della comitiva, si sono recati in tutt’altra zona, dove alcuni escursionisti castelbuonesi hanno passato qualche difficile quarto d’ora tra gli spari. Naturalmente, nella discussione seguitane, i nostri hanno rinunziato ad insistere, perchè gli interlocutori avevano eccellenti agomenti, “fumanti”.

Sempre rimanendo a Castelbuono, rimane memorabile una seduta di consiglio comunale, nel corso della quale, di fronte ad una domanda di un consigliere di minoranza sulla legalità delle “escursioni”, il Sindaco ha risposto, tranquillamente, pacatamente, serenamente, che alle battute partecipano anche importanti esponenti delle forze dell’ordine, e persino, a garanzia della legalità dell’iniziativa, l’autista del Prefetto.

Utile ed istruttivo specificare che il Sindaco Cicero, nel pronunziare queste parole, non ha avuto neppure un sussulto di riso; anzi ha assunto un’aria assorta, probabilmente pensando alle manifestazioni a favore della legalità in programma tra una festa degli scecchi e l’altra.

Non sarà neanche superfluo specificare che dalla poltrona del Presidente del Consiglio (la carica è vacante dalla primavera 2007), si è udita una voce dire che basta, non c’era tempo per le repliche. (Dopo che il Sindaco aveva parlato per mezz’ora)

Infine, per descrivere l’aria che tira a Castelbuono, sarà pure significativo aggiungere che la reazione dei consiglieri di “opposizione” (si fa per dire) si è limitata a qualche leggera tensione dei muscoli labiali, dopo di che la seduta è proseguita tranquilla come se nulla fosse.

Legambiente regionale, dunque, alza la voce, e chiede anche l’intervento sostitutivo del Prefetto per tutelare anche l’incolumità di residenti e turisti: tempo perso, a causa dell’autista di cui sopra.

Non sfugge a Legambiente (ma non sfugge a nessuno) la necessità di porre un argine alla diffusione dei suidi, che, oltre a devastare l’ambiente e danneggiare le colture, attirano pure i cacciatori ed altre specie alloctone come gli sciacalli.

Quindi, propone l’associazione ambientalista, occorre ricorrere a piani di controllo legali e tecnicamente corretti. 

La cosa simpatica è che, mentre Legambiente Sicilia protesta, gli attivisti locali sono sempre al seguito del Sindaco “ambientalista” nelle numerose manifestazioni asinine cho ormai costituiscono la principale attrattiva turistico-culturale del fortunato paese.

La replica a Legambiente del Commissario Aliquò, ormai sempre teso a non sfigurare di fronte al Sindaco di Castelbuono, è un vero proclama, in cui attacca quelli che lui definisce i professionisti del’ambientalismo, ed afferma che andrà avanti, “a tutti i costi”.

La risposta di Legambiente (Sicilia) è netta: la responsabilità del mancato intervento anti-maiali è proprio del Parco.

E chi c’è nel Parco? I Sindaci.

Verrebbe da chiedere però a Legambiente e alle altre Associazioni ambientaliste: ma che cosa hanno fatto per affrontare il problema dei suidi, e dei cacciatori allegati, i loro esponenti che siedono nel Comitato tecnico scientifico dell’Ente? Hanno mai provato a parlare con la popolazione? chi li ha mai visti?

Per finire: è intanto iniziato l’abbattimento negli altri comuni, per esempio a Petralia Sottana e Petralia Soprana.

Ma in questi Comuni non si tratta di assalti senza regole: stando a quanto riportato dalla stampa, infatti, le operazioni si svolgono sotto il controllo, oltre che dei Vigili urbani, anche del distaccamento forestale; le squadre sono selezionate e controllate, e inoltre nelle zone antropizzate niente caccia, solo altri metodi di cattura. E, soprattutto, si spara solo in orari limitati.

Intanto, i simpatici cartelli fatti stampare pieni di errori dal comune di Castelbuono con i fondi del Parco, sono stati dislocati negli altri comuni, dove residenti e turisti potranno verificare che a Castelbuono gli Asini fanno le traduzioni. Anche.

Doveroso concludere con una citazione del sindaco di Castelbuono: l’abbattimento di molte femmine di “suido” (nell’articolo si legge proprio così) comporterà una diminuzione di circa 2000 esemplari nel territorio castelbuonese.

No comment.

Segue:

da lavoceweb: l’articolo  sull’intervento di Legambiente

http://www.lavoceweb.com/articolo.php?IDArticolo=390

la replica del Commissario del Parco e la risposta di Legambiente

http://www.lavoceweb.com/articolo.php?IDArticolo=417

da madonienews: l’abbattimento negli altri comuni

http://www.madonienews.it/?nw=1&pagina_madre=3271&id_pagina=3311

due precedenti interventi su tranquillopoli in tema di suidi e cacciatori

- A Castelbuono ci sono alcune questioni da Porci:

http://tranquillopoli.altervista.org/?p=330

- Benvenuti a Castelbuono!:

http://tranquillopoli.altervista.org/?p=342

Gioacchino Cannizzaro

Palermo: Assemblea nazionale degli enti locali per l’acqua pubblica

Si è riunita a Palermo giorno 14 maggio, e sono stati approvati lo statuto del coordinamento enti locali per l’acqua, e la proposta di legge di iniziativa popolare.

Seguono:

- il resoconto dell’assemblea:

http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6122

- proposta di legge regionale di iniziativa popolare

http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6121

A Cefalù costruzioni sul demanio: denunziati i proprietari

Dove sta la notizia? Certamente non nella devastazione della costa del comporensorio madonita, che ormai è ridotta ad una quasi ininterrotta serie di costruzioni, cementificazioni, scempi, devastazioni ambientali e paesaggistiche (o, come dicono i palermitani, “villini”) da Cefalù fino a Buonfornello.

Certamente la notizia non è neppure che si trattava di costruzioni realizzate in violazione di legge: tra varianti urbanistiche, PRUSST, piani regolatori mai adottati e sconcezze giuridiche simili, il confine tra legalità e illegalità, nella cementificazione della costa madonita, è diventato talmente irrilevante che anche gli abusi non fanno più notizia.

La vera notizia sta che questa volta il fatto ha fatto notizia, ma di reato.

Infatti il commissariato di Cefalù, guidato da Manfredi Borsellino, pare faccia sul serio, ed ha sequestrato quattro “villini”.

Adesso la patata bollente passa nelle mani del Sindaco Guercio: il Comune adotterà i provvedimenti di conseguenza e di competenza? (leggasi: DEMOLIZIONE)

vedremo …

Segue, dal sito cefalunews, articolo:

http://www.cefalunews.info/000/0_primopiano03.asp?id=19652#alto

Petralia Sottana il Sindaco sta con i cittadini: no ad Acque potabili siciliane s.p.a.

Dopo la consegna delle reti e degli impianti da parte del Comune di Cefalù, arrivano dalle Madonie segnali di controtendenza: il Sindaco Santo Inguaggiato, convocato a Palermo, non si presenta, e, contrariamente al suo collega di Cefalù, Guercio, si schiera dalla parte dei suoi concittadini e rifiuta la consegna.

Intanto a Palermo si è costituito il coordinamento nazionale degli enti locali contro la privatizzazione dell’acqua.

Seguono due servizi sul tgr Sicilia, sulla riunione di Palermo e sulla protesta a Petralia Sottana, dal minuto 9′ 22″.

http://www.tgr.rai.it/SITOTG/TGR_popupvideo/1,8506,tgr%5Esicilia,00.html

Da Petralia Sottana una proposta dei Sindaci: referendum sulla privatizzazione dell’acqua

Sabato scorso a Petralia Sottana ennesima presa di posizione contro la privatizzazione dell’acqua: i primi cittadini di alcuni tra i comuni che si oppongono alla sottoposizione della risorsa idrica alle logiche di mercato, in un’affollata assemblea, hanno ribadito la loro volontà di adoperarsi, tra l’altro, per una modifica della normativa regionale, e di aderire al coordinamento nazionale degli enti locali per l’acqua bene comune.

Tra le altre iniziative lanciate, un referendum per fare pronunziare i cittadini sulla questione.

Tra i Sindaci madoniti erano presenti, oltre a quello di Petralia, quelli di Castellana Sicula, di Caltavuturo, Gangi, Collesano e Geraci Siculo; inoltre ha partecipato anche il Sindaco di Bisacquino.

Segue:

articolo del giornale di sicilia

petralia-acqua.GIF

Acque potabili siciliane di nuovo all’esame dell’antitrust

Dopo la netta censura espressa sul singolare (nel senso di una sola impresa concorrente) affidamento del servizio idrico, l’autorità garante per la concorrenza torna  a mettere sotto esame la società che già gestisce l’acqua in diversi comuni della Provincia di Palermo.

Il tema del contendere questa volta è uno dei primi atti del nuovo gestore, messo in atto sulle spalle (e dentro le tasche) dei cittadini dei comuni già “privatizzati”: l’emissione di bollette calcolate forfettariamente sui consumi.

“In sintesi, i comportamenti oggetto di contestazione come “pratiche commerciali scorrette” consistono:
a) nell’aver omesso di fornire agli utenti informazioni rilevanti durante l’esecuzione del contratto, in merito alla richiesta, inviata senza preavviso nelle stesse bollette, di pagare i consumi in acconto, su base forfetaria e non in base ai consumi individuali, come fatturati dal precedente fornitore dei servizi idrici nei comuni considerati, con conseguente immediato aggravio dei costi in bolletta;
b) nell’aver richiesto il pagamento anticipato di somme per consumi non effettuati, affermando, nelle bollette inviate agli utenti, che il pagamento in acconto salvo conguaglio veniva richiesto in attesa dell’approvazione, da parte dell’Autorità ATO 1 di Palermo (di seguito ATO1), delle nuove tariffe. In tal modo, APS ha, da un lato, ingenerato la convinzione che la scelta di tale diverso criterio di fatturazione sia stato reso necessario dal comportamento del Regolatore e, dall’altro, ha subordinato la restituzione delle somme eventualmente non dovute dall’utente a un evento futuro e incerto, quale l’azione della Autorità ATO 1.” (fonte: sito dell’agcm).

Il ricorso è stato presentato da alcuni cittadini di Piana degli Albanesi, comune “premiato” con le nuove maxibollette per avere ceduto le reti e gli impianti alla società.

Adesso APS dovrà presentare le sue controdeduzioni.

Intanto monta la protesta in vari comuni i cui Sindaci si sono premurati di consegnare le reti e gli impianti.

Segue:

- articolo del “quortidiano di Sicilia” del primo maggio

sullacqua-e-guerra-di-costi-e-di-servizi-rivolti-ai-cittadini.pdf

ancora sulla consegna dell’acqua ai privati a Cefalù

Il commento del Consigliere comunale Rosario Lapunzina (PD)

il-sindaco-guercio-ha-spompato-la-citta%e2%80%99.doc

Il Sindaco di Cefalù: “Me ne frego!”

Nonostante i più di tremila cittadini che si sono pronunziati contro, e due mozioni approvate dal Consiglio comunale, il Sindaco di Cefalù, Guercio, ha consegnato le reti e gli impianti idrici alla società privata Acque potabili siciliane.

Come su altre questioni, Guercio ha scaricato quella che lui ritiene la responsabilità di non averlo fatto prima, sulla precedente Amministrazione, di cui lui stesso è stato assessore.

Dal Municipio esce la seguente dchiarazione, da cui trapelano, oltre che una grande soddisfazione, il senso civico e la capacità di assunzione di responsabilità che caratterizzano l’Amministrazione cefaludese: “Da questo momento è l’APS che dovrà operare per tutti i guasti idrici comunali”.

La dichiarazione prosegue con una chiosa lungimirante, che la dice lunga sulle magnifiche prospettive che si aprono per la cittadina normanna: ”… e se non intervengono entro 24 ore possiamo intervenire noi e poi loro ci restituiscono la spesa affrontata”.

Un’altra  dichiarazione uscita dal comune merita una citazione: “Da questo momento tutte le riparazioni alla rete idrica non saranno più a carico dei cittadini e del Comune ma dell’Aps”.

Se le riparazioni saranno fatte tempestivamente, i cefaludesi lo potranno chiedere ai cittadini di Cerda e di Pollina, che ne sanno già parlare.

Se esse non saranno più a carico dei cittadini, gli stessi se ne accorgeranno quando arriveranno le prime bollette: dopo il depuratore, i ciefaludesi dovranno farsi carico anche dei profitti che APS, come qualsiasi società privata, cercherà di produrre sulla gesione del servizio.

Coraggio, Cefalù!

… e stomaco forte …