Tranquillopoli

"nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario" G.ORWELL

Il concordato proposto da APS: azioni in cambio di debiti

Posted by admin on febbraio 16th, 2011

Il grande Totò De Curtis cercava di vendere la fontana di Trevi ai turisti; qualcuno abboccava, ma era solo un film.

Oggi APS, sulla scia dell’indimenticato attore, fa la sua proposta: azioni in cambio dei crediti.

Solo che non è un film comico, la proposta è stata messa nero su bianco dalla società che gestisce il servizio idrico in provincia di Palermo, e depositata, anzichè alla Siae come sceneggiatura di una commedia all’italiana, in Tribunale sotto forma di richiesta di concordato preventivo.

E i destinatari (ATO idrico, Provincia regionale di Palermo, comuni della provincia) anzichè cestinare il capolavoro di finanza creativa, lo prendono sul serio, ne fanno oggetto di discussioni informali a piccoli gruppetti, e infine lo esamineranno nella Conferenza dei Sindaci, riconvocata per la terza volta, dopo due buche, per il 21 e il 22 febbraio prossimi.

Ma che cosa prevede la proposta di concordato preventivo?

La società, preso atto della sua enorme mole di debiti, molto difficilmente solvibili, propone di suddividere i creditori in tre gruppi: alcuni, quelli privilegiati, tra cui i lavoratori, saranno pagati; altri saranno mandati a quel paese, con una sostanziale decurtazione del loro credito; ed altri, e qui sta il bello (i comuni) vedrebbero convertiti i propri crediti in azioni di una “newco” (come usa dire negli ambienti della finanza), cioè una scatola vuota che assorbirebbe la gestione dell’acqua in provincia, e subentrerebbe alla decotta APS anche nelle passività. Formidabile.

I comuni che hanno consegnato le reti, negli anni, hanno accumulato crediti nei confronti della società: soldi che, in base alla proposta di concordato, non vedranno mai. Otterrebbero in cambio delle azioni della nuova società a capitale misto scaricando sulla collettività i dissesti nati dalla scelta di privatizzare il servizio.

La logica è sempre la stessa di tutti i liberismi, quando sono alla frutta e, con gli schemi teorici del cosiddetto libero mercato, non riescono a trovare la soluzione ai disastri provocati: privatizzare i profitti ma socializzare le perdite.

C’è di più: vista la situazione, la “newco” si troverebbe costretta ad insistere sulla richiesta di sostanziosi aumenti tariffari, senza contare che dovrebbe effettuare gli investimenti che finora APS ai fiduciosi Sindaci privatizzatori ha fatto vedere solo da lontano.

Il Presidente della Provincia, Avanti, pare non impaurito dalla proposta, anzi, come dicono i consiglieri del PD all’opposizione, ne era a conoscenza da tempo, e conduce incontri separati (a che titolo? con quale veste?) con i Sindaci.

A proposito di Sindaci: quelli che finora hanno rifiutato a consegna degli impianti, con il sostegno di cittadini e comitati, verosimilmente rispediranno al mittente la proposta.

E gli altri? Quelli che fin dal 2007 hanno seguito la linea di Musotto, tracciata con sicumera verso la cessione del servizio idrico ai privati?

Accetteranno la Fontana di Trevi? (pardon, il concordato?) Si lasceranno blandire dalla rosea prospettiva di poter partecipare alle assemblee degli azionisti della “newco”, e possibilmente nominare qualche amministratore che asseconderà assunzioni, consulenze, incarichi, senza alcun controllo pubblico come la gestione privatistica delle SPA consente?

Finora, dai comuni, giunge solo la voce di dissenso esplicito del consigliere comunale di Cefalù Lapunzina, che invita il suo Sindaco a non aderire al concordato.

E i sindacati? finora tacciono. Non vorremmo che anch’essi siano rimasti incantati dalla promessa, calata nel concordato, di mantenimento del posto di lavoro per i dipendenti. Chiudendo gli occhi sulla mazzata che si prefigurerebbe per tutti i cittadini della provincia.

Staremo a vedere. La Conferenza dei Sindaci, al secondo rinvio, è a giorni. Vedremo se APS avrà trovato i gonzi come Totò.

Segue:

- comunicato di APS sulla richiesta di concordato prventivo

ACQUE POTABILI SICILIANE-concordato preventivo per dare soluzione entro l’anno[1]

- comunicato stampa del forum siciliano dei movimenti per l’acqua

COMUNICATO STAMPA SU DISSENSO CONCORDATO PREVENTIVO APS 01.02.11

- comunicato vice sindaco di Caltavuturo Giannopolo

documento Giannopolo

- comunicato gruppo consiliare PD alla provincia di Palermo

comunicato pd

- interpellanza consigliere Lapunzina al Comune di Cefalù

Interpellanza__acqua[1][1][1]

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Un mare di cacca

Posted by admin on gennaio 30th, 2011

Cefalù come Napoli, le coste delle basse Madonie come quelle campane.

In altri tempi il paragone avrebbe fatto inorgoglire, ma in epoche in cui apprendiamo che il mare di Napoli è stato usato dai vari bertolasi e bassolini per scaricarvi reflui e veleni, c’è da rabbrividire.

In effetti apprendiamo che a Cefalù il mare, che insieme al territorio e al centro storico rappresenta non solo la principale risorsa economica, ma anche un forte elemento di identità per la cittadina, è stato utilizzato per riversarvi i reflui di abitanti e turisti.

Già a novembre il consigliere comunale Lapunzina, in un’interrogazione al Sindaco, aveva reso noto, sulla base di un accertamento (del comune? no, figuriamoci …) della Finanza, dall’Uffico marittimo e dall’ASP, che “l’impianto risultava by – passato (cioè scaricava direttamente a mare senza alcun trattamento depurativo) e nella stessa occasione veniva accertata la presenza di numerosi fanghi sedimentati ispessiti nella parte del depuratore  non funzionante e che quindi poteva trattarsi di probabile smaltimento a mare di detti fanghi ivi stoccati”. 

Proprio così: il depuratore c’era, ma per figura, e gli scarichi andavano direttamente in uno dei più belli e frequentati tratti di mare della Sicilia.

L’accertamento, citato da Lapunzina nell’interrogazione, si dilunga poi sullo stato dell’acqua, e sulla puzza che ormai da tempo è di casa nella zona: ““esalazioni mefitiche appestanti l’aria ed avvertibili ad un centinaio di metri dall’impianto, creando, di fatto, nocumento alla salubrità degli ambienti di vita, tenuto conto che la zona è urbanisticamente a discreta intensità abitativa e che il luogo è il punto di arrivo di molti pulman turistici”.

Per completare la torta, la ciliegina; anche l’esito di un campionamento eseguito presso il depuratore della frazione di S. Ambrogio dall’Arpa ha dato un esito secco: “tossico“.

Per chi avesse dubbi, ad onta di tutte le gratifiche attribuite negli anni da generosi quanto distratti dispensatori  di bandierine, l’acqua del mare sulle cui spiaggie si riversano gli abitanti dei paesi costieri e dintorni, oltre che decine di migliaia di turisti, è sporca (per usare un’eufemismo); se non bastavano la puzza, gli odori, le correnti dalle strane colorazioni, lo affermano i timbri di tre o quattro enti preposti alla salute e alla tutela della legalità.

Nel frattempo venivano rilasciate concessioni edilizie a iosa, nonostante che lo squilibrio tra case e sistema di depurazione fosse stato rilevato già nel 2007; le nuove costruzioni sorgevano come funghi, ma nell’attesa di un secondo depuratore, mentre il primo scaricava a mare. Molte altre concessioni si profilano sulla base dello schema di massima del nuovo PRG, ma questo è un altro argomento del quale Tranquillopoli si occuperà quanto prima.

La vicenda ha avuto sviluppi nei giorni scorsi: l’autorità giudiziaria ha deciso di sottoporre a sequestro il depuratore, gestito dalla società APS, alla quale il Sindaco Guercio si è affrettato a consegnare reti e impianti non tenendo conto della volontà contraria manifestata anche con una consultazione popolare da parte dei cittadini cefaludesi, i quali, peraltro, nella bolletta pagano anche la depurazione (!!!). Aps, stando al sopralluogo, provvedeva al funzionamento del depuratore dell’importante cittadina balneare, in piena estate, con un solo operatore non qualificato di nazionaità egiziana.

Nell’attesa che vengano accertate le responsabilità penali e civili, ci consoliamo con la notiza che dopo il sequestro l’impianto è stato riaffidato alla società Aps per un uso compatibile con le esigenze di tutela ambientale (non è uno scherzo!).

Infatti ci prepariamo pieni di fiducia alla prossima stagione balneare …

Tra parentesi, APS ha recentemente chiesto un concordato preventivo che prevede tante belle cose per i comuni della provincia e i loro cittadini. Ma anche questo sarà oggetto di un’altro intervento di Tranquillopoli.

La questione dello stato delle acque costiere era stata sollevata già anni fa in un’interrogazione presentata al consiglio comunale di Castelbuono, ma l’allora Sindaco di CafalùVicari, cui il collega di Castelbuono aveva girato la richiesta di informazioni, aveva risposto, in poche righe, che della cosa si occupava l’amministrazione cefaludese. I risultati sono sotto gli occhi ed i nasi di tutti.

Allegati:

- l’interrogazione del consigliere comunale di Cefalù Rosario Lapunzina dell’8-10 scorso.

interrogazione_depuratore_(1)[1]

- articolo del sito gds sul sequestro del depuratore

http://www.gds.it/gds/sezioni/notizie-brevi/dettaglio/articolo/gdsid/144025/

- comunicato stampa del consigliere Lapunzina sul sequestro del depuratore:

Comunicato stampa sequestro depuratore

- interrogazione al sindaco di Castelbuono (2005) e comunicato stampa (2006)

interrogazioni costa

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Che succede all’ATO idrico di Palermo?

Posted by admin on luglio 27th, 2010

Mentre il movimento per l’acqua pubblica festeggia il successo della raccolta delle firme per i tre referendum (1.400.000: mai visto niente del genere, è iniziata la campagna di disinformazione della maggior parte degli organi di informazione: interviste a senso unico contro i referendum, dibattiti senza interlocutori, diffusione di notizie false; ed ancora ne vedremo delle belle …), intanto non è male dare un’occhiata a quello che succede nelle stanze dei bottoni delle società che si sono accaparrate, in questi anni, la gestione privata in molti ATO, e che oggi vedono, giustamente dal loro punto di vista, seriamente messi in pericolo i loro piani di arricchimento.

Per quel che riguarda l’ATO idrico di Palermo, è reperibile in rete un comunicato semiclandestino (perchè non rilanciato, come meriterebbe, dai cosiddetti mezzi di informazione) di Acque potabili, la società che detiene la maggioranza delle azioni di Acque potabili siciliane, la quale gestisce il servizio idirco integrato nella provincia di Palermo, tranne che nei comuni ancora non “occupati” per la resistenza di cittadini ed amministratori.

Ecco, in sintesi, che cosa si desume dal comunicato, che, per la verità non brilla per chiarezza:

- La società che gestisce il servizio idrico a Palermo, sembra di capire, non avrebbe provveduto al rinnovo del deposito cauzionale dal quale l’Autorità d’ambito avrebbe prelevato le penalità per gli eventuali inadempimenti del Gestore.

- La società, al contrario, avrebbe proposto la revisione del deposito cauzionale, con la giustificazione delle solite lagnanze, sempre uguali negli affidamenti a privati del servizio idrico:  ” …un contratto totalmente inadeguato alla realtà riscontrata …” (leggasi: aumentiamo le tariffe)

- L’autorità d’ambito avrebbe risposto picche, comunicando che considera “automaticamente risolta”  la convenzione di gestione.

- La società che detiene il pacchetto di maggioranza di APS, Acque potabili spa, con sede a Torino, per parare il colpo, aveva scritto (si legge sempre nel comunicato) all’Autorità d’ambito che era disponibile a rilasciare all’uopo una fideiussione a favore della società palermitana controllata, a copertura delle sue obbligazioni, ma, si badi bene, questa generosa proposta era subordinata a due condizioni: “i) al ripristino dell’equilibrio economico e finanziario di APS e ii) ad un contesto di impegni finanziari sostenibili”. Come dire: garantiamo noi, ma prima vogliamo tornare in attivo, dopo le notevoli perdite accumulate in pochi anni di gestione (indovinate come? forse con gli aumenti di tariffe?), e poi, gli impegni fianziari devono essere sostenibili (con buona pace di chi si aspettava dai liguro-piemontesi i finanziamenti per rifare le reti idriche). Ma pare che neanche questa proposta abbia avuto esiti positivi.

Quindi: risoluzione della convenzione.

E adesso che succede? Il comunicato si conclude così: “La situazione ora attivata favorirà le necessarie riflessioni fra l’Autorità d’Ambito e la società APS al fine di valutare la possibile prosecuzione del servizio con un rapporto innovato.”

Rapporto innovato, aggiungiamo noi, non certo a favore degli utenti (pardon, clienti!), ma degli azionisti del nord e dei piccoli che investono in borsa, che ormai hanno perso la pazienza.

Una cosa del genere (la risoluzione della convenzione) anzichè suscitare il clamore dovuto, passa sotto silenzio, se si esclude questo comunicato, fatto, pare, ad uso non dei “clienti” siciliani, ma appunto degli azionisti piccoli e grandi della società.

Sarà una vera rottura tra l’ATO della Provincia di Palermo amministrata dal Presidente Avanti (e se è così, chi paga?), o si tratta di melina per giustificare il famoso “rapporto innovato” auspicato da Acque potabili spa?

Staremo a vedere.

Intanto si riunirà sul tema l’Assemblea di Acque potabili (vedi comunicato), dovrebbe battere qualche colpo il Collegio arbitrale, e, prima o poi, si spera, sarà interessata la conferenza dei Sindaci.

A proposito di azionisti di riferimento, Acque potabili ha nei  mesi scorsi in parte cambiato padrone, grazie alla operazione finanziaria che ha portato alla fusione di Iride (che ne controllava il 30 per cento) con l’emiliana Enia. Il tutto con la regia dei Sindaci “progressisti” di Torino, Genova e dell’Emilia, che ormai si occupano di scorrerie finanziarie con una disinvoltura che non ha nulla da invidiare a quella delle più scafate multinazionali del settore che loro chiamano “utilities”, ma che non sono altro che i servizi essenziali per i cittadini (acqua, ambiente, rifiuti, energia …).

Infine: ancora silenzio nel sito dell’ATO sul piano degli investimenti che sarebbe stato approvato dalla conferenza dei Sindaci da più di un mese: meglio non sapere …

Segue:

- comunicato di Acque potabili

http://www.acquepotabilispa.it/files/stampa/COMUNICATO%20STAMPA%20Deliberazioni%20assunte%20da%20CdA%20partecipata%20APS.pdf

- il precedente intervento di Tranquillopoli sul contenzioso tra ATO e APS

http://tranquillopoli.altervista.org/?p=672

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La creatività degli architetti locali: il prospetto che si prospetta

Posted by admin on luglio 16th, 2010

“… ma come ti permetti? vorresti forse limitare la creatività degli architetti locali?”

Così si è sentito apostrofare dal  Signore del Marchesato di Tranquillopoli un povero suddito che, insieme a molti altri per la verità, aveva osato avanzare qualche perplessità sul futuro prospetto del Palazzo della Signoria, così come disegnato in un  pannello esposto a guarnizione del cantiere in corso.

Per la verità il poveraccio aveva espresso la sua sciagurata opinione critica in un  colloquio privato con alcuni amici, ma ormai la rete di cortigiani e ciambellani è talmente capillare che i sudditi di Tranquillopoli stanno cominciando a misurare le parole anche con i familiari più stretti, e stanno imparando il linguaggio dei gesti per non correre rischi: per esempio, per avvertire l’interlocutore della presenza di potenziali spioni, essi alzano l’indice ed il medio della mano, non in segno di vittoria, ma a mo’ di orecchie di asino.

Il nostro incauto suddito contestatore, c’è da esserne certi, si asterrà in futuro dall’esprimere altre opinioni sconsiderate sulle opere marchionali, se non altro per evitare il fastidio di ulteriori umilianti richiami.

Ma torniamo alla materia del contendere, e cioè il nuovo Palazzo della Signoria.

Dopo decine di presentazioni del progetto ed inaugurazioni del cantiere, finalmente il lavoro si avvicina al completamento.

Il Marchesato, come è noto, punta tutto sulla cultura  locale, ma oggi la conservazione delle tradizioni edilizie viene interpretata in maniera diversa, più “creativa”, appunto; e via libera dunque alla creatività degli architetti locali! Aumenti di altezze, dimezzamento tramite scale esterne della traversa adiacente, corridoi labirintici e, ciliegina sulla torta, il prospetto.

Tutte cose che avrebbero mandato davanti al giudice qualsiasi suddito, non illuminato dalla creatività dei progettisti locali.

L’opera, già oggi in parte utilizzata da alcuni fortunati impiegati, per la verità ha già fatto discutere quando i poveretti (gli impiegati) si accorsero che c’era la luce ma non gli interruttori, e si videro, nelle buie serate invernali, costretti a staccare l’interrruttore generale e ad uscire con le torce elettriche; ma questi sono dettagli.

Ad un osservatore poco accorto il prospetto che si prospetta potrebbe ricordare le linee essenziali  e razionali dei palazzi delle periferie di Lipsia e Berlino est prima della riunificazione tedesca, con qualche divagazione che richiama lo stile maschio e militaresco di certe caserme e scuole realizzate nei comuni del Lazio dopo la bonifica dell’Agro Pontino durante il fascismo, o in Libia durante la colonizzazione.

Qualche povero anziano, vedendo i balconi a petto del disegno del futuro prospetto, ha ingenuamente obiettato che essi, nelle case di Tranquillopoli, in passato erano segno di scarsa disponibilità economica della famiglia che abitava nella casa: chi poteva permetterselo, infatti, non rinunziava alla valata e ai connessi attuna. Ma queste sono argomentazioni che denotano una desolante mancanza di “creatività”.

Persino la Sovrintendenza, presa da un incomprensibile rigurgito di conservatorismo, una prima volta aveva rispedito al mittente il progetto del “creativi” di Castelbuono, ritenendolo ancora peggiore dello stato di fatto, stile Cimitero anni sessanta con balconata in marmo. E non era facile ottenere questo ingeneroso giudizio.

Ma fortunatamente in un secondo tempo, dopo le insistenze della illuminata Committenza, la Sovrintendenza ha approvato il progetto, dando il giusto merito (scusate per la ripetitività, ma è essenziale) alla creatività dei progettisti locali, così celebrati tra il ponte della Fiumara e quello della Cava, fino alle lande di Quattro Finaite e Sant’Anastasia.

L’argomentazione con la quale è stato sostenuto davanti alla sovrintendenza il creativo prospetto è che esso richiama e reinterpreta, creativamente e liberamente, quello storico ottocentesco, distrutto negli anni sessanta, che molti sudditi, ingenuamente, speravano di vedere ripristinato; ma non avevano fatto i conti, gli ignoranti, con la creatività dei pregettisti locali!

Ed allora via libera alla reinterpretazione delle tradizioni architettoniche locali! Del resto, i Tranquillopolitani se ne possono vantare, il borgo è famoso nel mondo come il paese degli Asini …

Segue: foto del pannello illustrativo affisso nel cantiere

In alto, il prospetto ottocentesco, in basso a sinistra lo stato di fatto prima dell'intervento, a destra il prospetto che verrà

In alto, il prospetto ottocentesco, in basso a sinistra lo stato di fatto prima dell'intervento, a destra il prospetto che verrà

Gioacchino Cannizzaro

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Si avvia a conclusione la campagna per la raccolta delle firme per l’acqua pubblica

Posted by admin on luglio 2nd, 2010

Ormai alle ultime fasi la campagna per la raccolta delle firme a sostegno dei tre referendum per l’acqua pubblica.

Adesso inizia la fase più delicata, quella dei controlli e dei riscontri sulla regolarità del milione e più di firme raccolte in Italia, poi la consegna alla corte di Cassazione, il giudizio della Corte Costituzionale sull’ammissibilità e, l’anno venture, tutti a votare.

Nelle Madonie diversi comuni hanno contribuito alla raccolta delle firme: abbiamo notizie di iniziative in tal senso a Geraci, Gangi, Petralia Sottana, Cefalù, Caltavuturo.

A Pollina, paese dell’ex presidente della Provincia Musotto, che ha fortemente voluto l’assegnazione del servizio idrico ai privati, quasi 500 firme raccolte in un sol giorno; e cambio di ammnistrazione conseguente, visto che la candidata vincente, Magda Culotta, ha puntato, nella sua campagna elettorale, sul tema dell’acqua pubblica.

Infatti il Sindaco uscente, Sarica, aveva consegnato ai privati reti ed impianti ai privati, con le disastrose e prevedibili conseguenze ai danni dei cittadini.

A Castelbuono, un cartello formato dall’Associazione Altra Storia (commercio equo e solidale), la CGIL, il Movimento riforminsta, il comitato No Priv, Il WWF Madonie ha raccolto circa 750 firme. Altre firme sono state rccolte dalla CGIL.

Per magiori informazioni:

http://www.acquabenecomune.org/

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