Tranquillopoli

"nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario" G.ORWELL

Ancora sulla crisi tra Ato di Palermo ed Acque potabili siciliane.

Posted by admin on febbraio 7th, 2010

Allora siamo proprio, come si dice dalle nostre parti, alle grosse.

I due grandi contendenti della provincia di Palermo, l’ATO idrico e la società Acque potabili siciliane, già concordi nel privare la collettività del bene più prezioso, l’acqua, sono venuti al dunque.

Infatti è stata intrapresa la procedura arbitrale per risolvere il conflitto, alimentato da pretese e recriminazioni reciproche (vedi articolo precedente: I nodi vengono al pettine: scintille tra Provincia di Palermo e APS

La società madre Acque potabili, targata comune di Genova e comune di Torino, ha fatto un asciutto comunicato stampa, con il quale fa sapere che è stata depositata domanda di arbitrato, “volta a ripristinare l’equilbrio economico e finanziario” (leggasi: aumento delle tariffe?).

Acque potabili, da Torino, nel silenzio del sito dell’ATO di Palermo, fa gentilmente sapere anche che alla richiesta di arbitrato ha aderito anche l’ATO 1.

L’arbitro preselto dalla società liguro – piemontese è l’avv. Giuseppe Pericu, professore universitario, che, salvo improbabili omonimie, dovrebbe essere lo stesso sindaco di Genova dal 1997 al 2007, cioè negli anni in cui veniva concepito e posto in essere l’assalto all’acqua dei cittadini della provincia di Palermo da parte della società controllata indirettamente anche da quel comune (Genova).

Come si dice, tutto si tiene.

Per finire, una chicca: alla fine anche il Sindaco di Bagheria si è accorto che qualcosa non va bene nella gestione APS, e, dimentico dei momenti felici passati delle conferenze stampa congiunte, ha iniziato a fare la voce grossa contro la società: “romperemo il contratto!”. (quale?, ndr).

Davvero importante  che il comune di Bagheria volti pagina, dopo essere stato tra i primi a cedere le reti e gli impianti al gestore privato, e dopo che in sede di conferenza dei Sindaci, quando c’era da esprimere e far valere il dissenso delle comunità della provincia, nessuno ha udito la voce del rappresentante del popoloso e importante comune.

Segue:

- comunicato stampa Acque potabili

Comunicato Stampa Nomina arbitri[1]

- comunicato Sindaco di Bagheria

Il sindaco Biagio Sciortino mette in discussione il contratto e chiede di uscire da APS

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Report della riunione del forum siciliano di movimenti per l’acqua pubblica – Catania – 31 gennaio

Posted by admin on febbraio 4th, 2010

Importante incontro a Catania tra i rappresentanti dei movimenti per l’acqua della Sicilia, in vista delle prossime scadenze: proposta di legge regionale, modifica degli statuti regionali, raccolta delle firme per un referendum nazionale.

Segue il report della riunione

report catania

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Incontro a Catania del forum siciliano dei movimenti per l’acqua pubblica.

Posted by admin on febbraio 2nd, 2010

FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Incontro a Catania del forum siciliano dei movimenti per l’acqua pubblica.

Si è riunito ieri, 31 gennaio presso la camera del lavoro di Catania, il forum siciliano dei movimenti che si oppongono alla privatizzazione del servizio idrico e che da alcuni anni si battono perché l’acqua, da fondamentale Bene comune, venga trasformata in merce, in balia delle più ampie speculazioni affaristiche e mafiose, così come riconosciuto dallo stesso Presidente Lombardo nella recente audizione presso la commissione parlamentare antimafia. Le numerose realtà associative, provenienti da tutte le province siciliane, hanno dato vita ad un ampio ed approfondito dibattito sulle iniziative in campo e sulle prossime importanti scadenze regionale e nazionali. E’ stato posto l’accento sulla portata “rivoluzionaria” dell’iniziativa in corso di presentare un disegno di legge regionale di ripubblicizzazione del S.I. di iniziativa dei consigli comunali e di iniziativa popolare, elaborata attraverso una collaborazione tra forum e coordinamento EE.LL. siciliano. Una settantina di comuni, di ogni colore politico, ha già deliberato per la legge, per l’adesione al Coordinamento nazionale degli EE.LL. per l’acqua bene comune, e sta modificando i propri statuti dichiarando il S.I. privo di rilevanza economica per sottrarsi alla disciplina dell’art. 15 della legge 135 recentemente approvata dal governo Berlusconi con voto di fiducia, che impone per legge l’ingresso dei privati nella gestione delle risorse idriche. A questo scellerato progetto di mercificazione dei beni comuni che vuole sottrarre ai cittadini le risorse primarie e la stessa democrazia, il forum regionale continuerà ad opporsi, sostenendo ed organizzando anche in Sicilia la raccolta di firme per il referendum promosso dal forum italiano dei movimenti per l’acqua e da un ampio cartello di sigle, che vuole l’abrogazione degli articoli di legge che impongono la privatizzazione dell’acqua. Per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, rivendicare la gestione pubblica e partecipativa e per chiedere l’approvazione della legge di iniziativa popolare nazionale presentata nel 2007 e non ancora discussa in parlamento, anche dalla Sicilia si organizzerà la più ampia partecipazione alla manifestazione nazionale indetta dal forum italiano dei movimenti per l’acqua per il 20 marzo a Roma.

FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

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I nodi vengono al pettine: scintille tra Provincia di Palermo e APS

Posted by admin on gennaio 24th, 2010

Dopo alcuni mesi di idillio (rimane memorabile la conferenza stampa congiunta di qualche mese fa a Bagheria), entra in crisi il rapporto tra l’ATO di Palermo e la società Acque potabili siciliane, aggiudicataria del servizio idrico.

Avevamo dato conto del risutato negativo della società madre al 30 settembre, dovuto, si legge nel comunicato della società piemontese, allo squilibrio gestionale della controllata Acque potabili siciliane.

Ecco il collegamento al post, con il comunicato della società: http://tranquillopoli.altervista.org/?p=463

Agli ultimi dell’anno scoppia la rissa: un botta e risposta tra Presidente della Provincia e APS, nella quale, messi da parte i toni ottimistici e le cordialità ostentati in precedenza, vengono lanciate accuse e minacce reciproche.

Il Presiedente della Provincia Avanti, alla guida dell’ATO idrico, in precedenza aveva dato seguito alla procedura di privatizzazione voluta con forza dal suo prcedessore Musotto; ma il 29 dicembre la stampa dà notizia di una sua vera e propria dichiarazione di guerra verso i partner torinesi: Avanti sostiene che arrivano troppe segnalazioni dai Comuni (per la verità se ne sarebbe potuto accorgere prima …),  ed accusa la società privata di non pagare tutto il canone all’ATO. Mancano all’appello, secondo il presidente della Provincia, 12 milioni di euro.

Il Presidente inoltre si accorge finalmente che le bollette APS sono salatissime.

Infine, l’affondo: o si va a regime o ci comporteremo di conseguenza. I piemontesi, fino a qualche mese fa considerati i benvenuti salvatori della patria per i palermitani assetati dalla gestione pubblica, ora vegono definiti “conquistadores”.

Segue articolo del Giornale di Sicilia:

gds acqua pa 291209

L’indomani APS replica a muso duro: accusa l’ATO di inadempienze contrattuali, che le hanno impedito le attività di gestione, causando perdite per 13 milioni di euro, coperti dagli azionisti.

E quando un’impresa privata è in perdita, si sa, vengono meno tutte le ragioni della sua attività, specie se gli azionisti sono costretti a mettere mano al portafoglio.

Inoltre APS parla di “un perdurante contesto non favorevole all’azione di Aps sul territorio”: forse dalle popolazioni scottate o impaurite dalle maxibollette si aspettavano festeggiamenti e ringraziamenti; o forse non avevano messo nel conto la resistenza di amministratori, cittadini e comitati verso la cessione delle reti e degli impianti.

Accusa poi l’ATO di ostacolare gli investimenti programmati (secondo quale piano non è dato sapere, visto che il POT pare non sia mai stato approvato dalla Conferenza dei Sindaci).

Come previsto da chi si opponeva alla privatizzazione, la società lamenta che la realtà è ben diversa da quanto rappresentato in convenzione: i costi, in particolare, sarebbero più alti di quelli preventivati. E, sulla base della convenzione, aggiungiamo noi, si aprirebbero le porte per aumenti tariffari.

Ecco il comunicato di APS, ripreso dal sito agrigentooggi:


Ma la società madre, da Torino, rincara la dose e chiarisce, annunciando che la controllata palermitana aveva già diffidato quindici giorni prima l’ATO ad accogliere “le proposte di riequilibrio”. Come? naturalmente attraverso le revisioni in aumento delle tariffe, garantite con automatismo dalla convenzione contestata anche nelle sedi giurisdizionali dai Sindci “ribelli”..

Conclude il comunicato affermando che il cda ha “approvato ogni azione legale a tutela della della prporia integrità patrimoniale e dei propri diritti …”

Ecco il comunicato di Acque potabili (società controllante), dal sito corleonedialogos:


E adesso che succede? Le carte sono forse ormai in mano agli avvocati, e non sappiamo se già hanno raggiunto le sedi giudiziarie.

Vedremo come andrà a finire: se prevarranno le tesi di APS, e quindi l’ATO farà marcia indietro, saranno rincari per tutti, come previsto del resto da tempo dagli opposiori alla privatizzazione.

Se invece Avanti andrà davvero avanti, si profila un duro contenzioso.

E se le pretese di APS fossero accolte dai giudici, chi pagherà?

Non si sa se e chi avrebbe responsabilità patrimoniali, ed in quale misura esse graverebbero sulle casse pubbliche, e quindi sulla collettività; sappiamo con certezza chi ha le responsabilità politiche di tutto ciò: gli amministratori comunali, provinciali e regionali che nel tempo hanno causato questo disastro, favorendo la scelta della privatizzazione e avallando questa aggiudicazione, giudicata anomala da ben autorità garanti.





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Fumata nera sull’acqua al Comune di Castelbuono: “occorre un approfondimento”

Posted by admin on gennaio 23rd, 2010

Dopo la seduta dello scorso 28-12, ancora nulla di fatto ieri al Consiglio comunale di Castelbuono, dove era all’ordine del giorno la modifica dello statuto per dichiarare il servizio idrico privo di rilevanza economica.
Infatti il gruppo del PD, di maggioranza, non ha sostenuto l’emendamento che aveva presentato esso stresso nella scorsa seduta; tale emendamento tendeva a sopprimere, dalla proposta forrmulata dalla Giunta, la parola “società”, in linea con le indicazioni del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua, e come sostenuto dal locale comitato “No priv”.

Al contrario, di fronte agli emendamenti presentati dalla minoranza (indicare la “società a partecipazione pubblica” destinataria dell’affidamento, sostituzione delle parole “privo di rilevanza economica” con quelle “senza scopo di lucreo”), il gruppo del PD non ha saputo opporre argomentazioni convinte, anche sotto la pressione del Sindaco Cicero, intervenuto per sollecitare l’accoglimento delle tesi della minoranza.

Dopo qualche momento convulso, il capogruppo del PD, Mazzola, ha chiesto il rinvio del punto per una ulteriore riflessione.

Questa battuta d’arresto fa riemergere i dubbi dei mesi e degli anni passati sul reale atteggiamento dell’Amministrazione nei confronti della privatizzazione dell’acqua: al di là di proclami e discorsi di principio, al momento di mettere nero su bianco che la gestione del servizio deve essere prerogativa di enti pubblici, nulla è più scontato, e riemergono le suggestioni della SPA, seppure a capitale pubblico.

Occorre anche ribadire la necessità di dichiarare nello statuto che il servizio idrico è, testualmente, “privo di rilevanza economica”: usare altre espressioni generiche non consente di superare le recenti norme che hanno imposto, per i servizi di rilevanza economiche, la gestione privata.

Adesso si aspetta la prossima seduta del Consiglio comunale …
Gioacchino Cannizzaro (Comitato no priv – contro la privatizzazione dell’acqua)

Seguono:

- i comunicati del comitato no priv, dopo lo scorso consiglio comunale (28-12)

1) Durante la seduta di ieri 28-12 del consiglio comunale di Castelbuono (Pa) è stata tratata la proposta di modifica dello statuto che introduce il principio secondo cui il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica, su proposta del comitato no priv – contro la privatizzazione dell’acqua-
La giunta ha fatto propria la proposta ma ha riformulato la delibera.
Nel mio intervento, come primo firmatario della richiesta, ho illustrato la posizione del forum nazionale, ho dato l’assenso del comitato sulla proposta riformulata dalla giunta, e chiesto chiarimenti sul significato dell’espressione “società di diritto pubblico” individuata come possibile affidataria del servizio.
Quindi si è sviluppato il dibattito tra i consiglieri.
Il PD (maggioranza) ha dichiarato il suo appoggio alla proposta, ed ha proposto un emendamento soppressivo, da me sollecitato, del termine “società”.
L’opposizione (centro-destra, civica) pur condividendo lo spirito della proposta, ha sollevato obiezioni giuridiche, proponendo due emendamenti, uno dei quali tendente all’affidamento del servizio a società per azioni a capitale pubblico.
In mancanza dei pareri degli uffici sugli emendamenti, l’argomento è stato rinviato.
Da registrare le dichiarazioni del capogruppo PD e del Sindaco, che, contrariamente a quanto avvenuto in precedenti occasioni, si sono espressi chiaramente contro l’affidamento a privati del servizio idrico, e, soprattutto, contro la consegna delle reti ai privati: su quest’ultimo punto nel 2007 era stata presentata (e respinta all’unanimità) un’altra proposta di delibera da parte del movimento, e si era svolto un referendum autogestito dal comitato no priv, a seguito del quale 2400 cittadini l’anno scorso avevano dichiarato il loro No alla consegna delle reti e degli impianti ai privati.
Il cambiamento di opinione, come è stato dichiarato, segue ad un incontro degli amministratori comunali con i dirigenti di APS nel corso del quale si è capito che non c’erano speranze per il finanziamento della rete idrica. (cosa sostenuta con poco ascolto, peraltro, da anni dal comitato No Priv).
Soddisfazione per l’andamento dei lavori è stata espressa dai numerosi esponenti del comitato no priv presenti alla seduta.
Gioacchino Cannizzaro
2) La delibera presentata necessiterà ancora di altri 2 passaggi in consiglio comunale. Dico due passaggi perchè la modifica dello statuto necessita della maggioranza dei 2/3 dei consiglieri, ma alla terza votazione occorrerà invece la maggioranza semplice. Pertanto, visto che la maggioranza di centrosinistra ha presentato un emendamento che rimodifica la delibera riportandola allo schema originario, cioè quello presentato da nopriv, e che lo stesso emendamento è stato sottoscritto da tutti e 9 i consiglieri di maggioranza, a meno che non ci siano dei clamorosi cambiamenti nelle prossime settimane, la modifica dello stauto sarà presto resa esecutiva.
Silvio Bonomo NoPriv

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