Manifestazione 9 ottobre per l’acqua pubblica
Posted by admin on 7th ottobre 2009
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Posted by admin on 7th ottobre 2009
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Posted by admin on 8th settembre 2009
Ancora notizie sulla vertenza acqua nelle Madonie.
Adesso è il turno di Pollina: sono arrivate, come previsto, le prime salatissime bollette APS, dopo la consegna delle reti alla società privata da parte del Sindaco Sarrica. E puntuale è scoppiata la protesta, in due vivaci assemblee svolte nel centro e nella frazione di Finale.
Tra le altre cose, i pollinesi lamentano l’assimilazione di magazzini inutilizzati ad esercizi commerciali, con la conseguente lievitazione delle tariffe (in certi casi centinaia di euro)
Il consiglio comunale ha approvato un documento di protesta che si conclude con la richiesta di sospensione delle bollette. Ecco un articolo tratto dal sito caffescorretto: http://www.caffescorretto.com/node/6659
La richiesta ha avuto un parziale successo: la scademza delle bollette è stata prorogata di qualche settimana.
Intanto anche a Pollina si è costituito un comitato di lotta che promette di dare battaglia, su iniziativa del consigliere di opposizione Alfredo Cassataro.
Nel frattempo si è costituito anche a Geraci un comitato per l’acqua pubblica, che ha tenuto un’affollata assemblea nei giorni soorsi, nel corso della quale il Presidente del consiglio comunale, a nome del Sindaco, ha dichiarato di voler proseguire nela politica di opposizione alla privatizzazione intrapresa dalla precedente giunta; e pertanto, ha aggiunto, non saranno consegnate le reti.
Il rappresentante del comitato acqua pubblica Geraci, Giuseppe Puleo, anche a seguito dell’intervento del rappresentante del comitato No priv – contro di Castelbuono, Gioacchino Cannizzaro, ha dichiarato comunque che anche a Geraci sarà alta la vigilanza sull’operato dell’Amministrazione. Ecco l’articolo del sito lavoceweb: http://www.lavoceweb.com/articolo.php?IDArticolo=782
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Posted by admin on 30th agosto 2009
Acque potabili spa, la società che detiene la maggiornaza delle azioni di APS (a sua volta aggiudicataria del servizio idrico integrato della Provincia di Palermo) ha reso noti i risultati al 30 giugno 2009. Il quotidiano “La stampa” titola: “Rosso semestrale da 904 mila euro.” ( articolo-stampa.doc )
Di chi la colpa? Semplice, dice il comunicato della holding indirettamente controllata dal Comune di Torino: dello “squilibrio gestionale di acque potabili siciliane”!, dovuto, continuano i Torinesi, alla “incompleta approvazione della struttura tariffaria prevista in sede di gara”.
D’altra parte, dice sempre lo stesso comunicato, APS contribuisce all’aumento dei ricavi rispetto all’anno scorso.
Quindi, sembrerebbe di capire, i cittadini della provincia di Palermo hanno contribuito a riempire le casse del gruppo societario; ma non abbastanza, perchè ancora le tariffe, a dire degli amministratori di Acque potabili, non vanno bene.
Ecco il comunicato:
Questo comunicato segue quello passato, di cui Tranquillopoli ha dato conto nel precedente articolo, con il quale la società torinese manifestava il suo nervosismo per la situazione della città di Palermo, dove l’accordo tra Amap ed APS naviga in brutte acque (se così si può dire, con involontaria ironia); in quel comunicato poi la società mostrava i muscoli minacciando azioni legali: http://tranquillopoli.altervista.org/?p=423 .
Per il futuro, conclude la società, si prevede un andamento in miglioramento, e tuttavia il risultato netto “sarà prevedibilmente ancora influenzato dalla operatività di Acque potabili siciliane s.p.a.”. Quindi lo spauracchio Palermo agita ancora i sogni degli azionisti grandi e piccoli del gruppo torinese.
Infatti: a parte i comuni che rifiutano la consegna delle reti; a parte ancora l’ordine del giorno approvato all’ARS che sospende per il 2009 i commissariamenti dei Comuni; oltre alle manifestazioni di dissenso che si susseguono in tutta la provincia contro la privatizzazione dell’acqua, a ritmo ormai settimanale; aggiungendo anche la “grana” del comune di Palermo, dove l’accordo siglato sulle spalle dei palermitani trova ostacoli nelle sedi politiche ed istituzionali … A parte tutto questo … si avvicina il 14 ottobre e (speriamo) la decisione del TAR del Lazio sul ricorso presentato da diversi comuni della Provincia in merito alle singolari circostanze che hanno portato all’affidamento del servizio ad APS. Il tutto ad un anno dalla notizia, pubblicata dal Sole 24 0re, dell’attenzione della Procura sugli intrecci tra acqua e mafia in Provincia di Palermo.
A dare la misura del nervosismo degli azionisti APS, che dall’operazioine Palermo si aspettavano sostanziosi guadagni, pubblichiamo un messaggio apparso sul forum di Finanziaonline, a commento di un articolo di Tranquillopoli, che richiamiamo: http://tranquillopoli.altervista.org/?p=416.
Ecco la raffinata riflessione dell’anonimo azionista di Acque potabili, sul cui grado di civiltà non occorre pronunziarsi:
“ed infatti dovete tacere siciliani di m.e.r.da…..pagate le bollette e non rompete i marroni….giusto e’ il mercato…..cosa caz.z.o me ne frega delle bollette..che andassero a 2 euro al metro cubo…l’acqua se deve paga’,palermitano e sbrigati a farlo…..e voi pe.zz.i di mer.da del forum dove ca.z.zo siete?? “
Per chi vuole leggere dalla fonte, ecco il collegamento: http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=1056609&page=22
Ecco, questa è l’aria che tira. I siciliani invece hanno dimostrato di rispondere all’attacco della grande finanza del nord e dei suoi intrecci locali, con mobilitazioni civili e pacifiche in difesa dell’acqua; si diceva: si scrive acqua, si legge democrazia.
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Posted by admin on 12th agosto 2009
Due notizie delle ultime settimane delineano uno stop delle acquisizioni (o capitolazioni, se si preferisce) dei comuni della provincia di Palermo nei confronti della società liguro piemontese Acque potabili siciliane.
Infatti, e questo vale anche per le altre provincie che si trovano nella stessa situazione, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato all’unanimità un altro ordine del giorno, dopo quello di alcuni mesi fa, che impegna la giunta regionale a sospendere i commissariamenti dei Comuni che rifiutano la consegna delle reti e degli impianti idrici fino al 30 dicembre.
Si tratta di un obiettivo conseguito dal coordinamento dei Sindaci per l’acqua pubblica, e dai movimenti per l’acqua, che ne avevano faito espressa richiesta ai capigruppo all’ARS, e che, se messo in pratica del Governo, farebbe venir meno ancora una volta ogni alibi di carattere giuridico per i Sindaci orientati a sbaraccare il servizio idrico nei confronti dei nuovi padroni.
Adesso vediamo se, conseguenzialmente, davvero i partiti rappresentati nell’Assemblea daranno seguito all’impegno preso dai capigruppo di esaminare ed approvare celermente la proposta di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico presentata dai sindaci del coordinamento.
Altra notizia, che, come si dice dalle nostre parti, fa scrusciu, è la decisione assunta dall’azionista di maggioranza di Acque Potabili Siciliane, e cioè la società Acque Potabili (e Basta), con sede a Torino: pare che i sciuri padruni si siano indispettiti per i ritardi nella stipula del matrimonio tra APS e l’Amap, dovuti anche alla prese di posizioni del Consiglio comunale di Palermo che ha sconfessato l’operato del rappresentante della giunta in conferenza dei Sindaci; e quindi hanno deciso la sospensione delle prese in carico degli altri comuni, salvo autorizzazione del cda. Quindi, stando a questi propositi, gli emissari di APS dovrebbero sospendere i loro pellegrinaggi più o meno fruttuosi presso municipi, sorgenti e serbatoi, in attesa di tempi migliori.
Ma non finisce qui: i “torinesi” vogliono anche che vengano ridotti i costi per il personale di APS. Che cosa vorrà dire per i lavoratori dei comuni “presi in carico”? e che cosa ne diranno quei sindacati che hanno accolto benevolmente il passaggio dei lavoratori ad APS? Vedremo gli sviluppi …
Inoltre la società, che, come è noto a coloro che ricordano le modalità dell’assegnzione del sevizio, conosce e rispetta le leggi, ora minaccia azioni legali: contro chi? contro i rappresentanti dei cittadini democraticamente eletti che tutelano gli interessi delle loro comunità? anche qua staremo a vedere …
Infine gli investimenti, anche di manutenzione, dovranno essere autorizzati dal cda della società: alla faccia dei Sindaci che hanno ceduto le reti, che si aspettavano interventi celeri e sostanziosi …
Nel frattempo si susseguono le prese di posizione da parte delle comunità locali e dei loro amministratori: un convegno a Collesano ha visto la partecipazione di numerosi Sindaci e cittadini, che hanno ribadito la contrarietà alla privatizzazione dell’acqua, e la volontà di non consegnare le reti.
Inoltre anche il comune di Polizzi Generosa ha modificato lo statuto definendo l’acqua bene comune e senza rilevanza economica, e pertanto non assogettabile a logiche di mercato
Molta confusione sotto sil sole, e quindi, come si diceva una volta, tutto va bene? aspettiamo gli sviluppi, e, soprattutto (se il TAR del Lazio è finalmente disposto a pronunziarsi) la decisione sul ricorso presentato dai Sindaci contro l’affidamento del servizio idrico ad APS.
Segue:
- l’ordine del giorno ARS sulla sospensione dei commissariamenti
odg-sospensione-commussariamenti-fino-al-301209.pdf
- il comunicato stampa APS sulla sospensione delle prese in carico
comunicato_stampa_cda_7-08-09.pdf
- L’articolo tratto del mensile Espero sull’assemblea di Collesano
protesta dei Sindaci Collesano
- L’editoriale del mensile Espero sulla situazione della privatizziazione dell’acqua nel comprensorio Termini – Madonie
-l’articolo dal sito Lavoceweb sulla modtfica statutaria a Polizzi Generosa
http://lavoceweb.com/articolo.php?IDArticolo=715
Altre notizie nelle pagine precedenti.
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Posted by admin on 5th agosto 2009
“Ma si figuri!”: ecco quale potrebbe essere la risposta dei cefaludesi ai manifesti fatti affiggere dall’ex Sindaco Vicari dopo le elezioni europee, nelle quali, evidentemente, qualche candidato a Lei vicino ha avuto successo e gratificazione disinteressata tra gli elettori della cittadina normanna.
“Ma si figuri!”: infatti di quegli anni indimenticabili sono rimasti duraturi effetti; per esempio la politica di bilancio, che, oltre ad ottenere l’attenzione e l’ispezione del Ministero dell’economia (cosa della quale gli elettori locali possono giustamente andare orgogliosi), oggi ha indotto la giunta attuale a prendere in considerazione collaudati strumenti di finanza creativa, come la vendita dei beni del Comune, per ripianare 11 milioni di euro di debiti fuori bilancio. Non tutti sorti durante la gestione dell’attuale Senatrice della Repubblica, per il vero: infatti anche il Suo successore, nonchè Suo Assessore Guercio, ha dimostrato di non essere da meno, proseguendo degnamente il lavoro iniziato.
Pazienza se la seconda città turistica della Sicilia non è in grado di far fronte agli impegni presi con l’ATO rifiuti, e se l’immondizia in alcune contrade ricorda i famosi paesaggi della Napoli rossa del 2008 e quelli, censurati dalle televisioni, della Palermo azzurra del 2009.
Ci sono cose più importanti, come i cambiamenti di partito di questo o quell’altro esponente del potere locale, e l’aumento percentuale dei turisti russi e polacchi rispetto allo scorso anno.
Segue:
-l’articolo dalo sito Madonienews
http://www.madonienews.it/?nw=1&idp=3453 rget=
il comuncato stampa del capogruppo del Partito democratico sul piano di alienazione dei beni comunali
- … e quello sui rifiuti
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