Tranquillopoli

"nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario" G.ORWELL

Zone di marginalità estrema

Posted by admin on settembre 12th, 2009

Così sono stati definiti 17 comuni siciliani nell’ultimo rapporto Svimez pubblicato giorni fa.

Tra questi comuni, ben quattro sono madoniti.

Accanto a tre comuni montani, che soffrono la crisi delle aree interne ed il difficile passaggio da un’economia di sussitenza e fondata sull’assistenzialismo ad uno sviluppo incentrato sulle risorse locali e sul territorio (Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Gangi), sorpendentemente si trova un centro che invece è assurto agli onori delle cronache per essere un modello di sviluppo in controtendenza con il resto della provincia: Castelbuono.

Come si spiega che il paese della lunga movida estiva venga censito da Svimez come una delle “aree di marginalita’ estrema, interne e periferiche, scarsamente abitate, con una struttura produttiva debolissima e il reddito medio pro capite il piu’ basso d’Italia (8.600 euro).”?

Ci possono essere diverse spiegazioni: evidentemente i redattori del rapporto non hanno mai ascoltato alcun discorso del Sindaco, e quindi non sanno nulla del “sistema paese che funziona”, ignorano che “Castelbuono è in cammino” e che ormai in questo centro è stato intrapreso un “percorso virtuoso” che lo sta portando a traguardi di benessere invidiati in tutti gli altri sfortunati comuni siciliani.

Oppure i ricercatori, analizzando il paese dove il dolce tipico è il panettone e dove gli Asini sono più famosi degli umani, si sono soffermati sulle cifre piuttosto che sulle suddette qualità che hanno reso celebre il paese anche nello spazio.

E le cifre prese in considerazione, a quanto pare, sono quelle della struttura produttiva e del reddito pro capite: scarse.

Ci deve essere qualcosa che non va: o davvero non è tutto oro quello che luccica, e, al di là dei lustrini e dei bagordi notturni, in realtà si vive (e si scialacqua) delle pensioni dei nonni e dei redditi del pubblico impiego; oppure una parte dei redditi sfugge alle statistiche, e, quindi, al fisco. Il sistema -paese, insomma.

O tutte e due le cose: è vero infatti che ogni mattina lasciano il paese decine di autovetture dirette nei centri vicini ed in città, cariche di residenti a Castelbuono che “espatriano” per lavorare, mentre il flusso opposto è quasi inesistente; segno, questo, appunto, come dice Svimez, di “struttura produttiva debolissima”.

Ma anche è lecito pensare che una parte dei redditi effettivamente percepiti non trovi riscontro nelle statistiche: magari qualche imprenditore o professionista può avere (per pura dimenticanza, badate!) omesso talora di emettere i documenti fiscali a fronte delle prestazioni rese.

O anche (ci si perdoni la violazione di un argomento tabù) potrebbe essere diffuso il lavoro nero: nella confusione dei tanti clienti dei pubblici esercizi durante le chiassose notti bianche, e nella fretta di eseguire le (poche) opere pubbliche in corso, qualche dipendente non collocato, e quindi fuori dall’area conosciuta dal fisco, può capitare! Specie nel silenzio della politica che indica il cammino e siede nella cabina di regia. Ma non si possono risolvere tutti i problemi in una volta!

O ancora potrebbe essere che le materie prime utilizzate dalle imprese che vendono al consumatore finale (ad esempio i ristoranti e gli alimentaristi) non sempre siano provenienti dal territorio, e quindi non si verifica in loco alcun fenomeno distributivo e moltiplicativo del reddito: a parte i profitti, e i salari dei lavoratori (sorvoliamo sul loro ammontare e sul rispetto dei contratti collettivi), dopo le feste e le chiacchiere, quante briciole rimangono?

Oppure ancora, magari, ha sbagliato Svimez: ma non risulta essersi levato dal Comune, in genere prodigo di proclami e comunicati, alcun grido di protesta o di smentita.

E quindi teniamoci il rapporto Svimez.

Gioacchino Cannizzaro

Segue:

- un articolo della società ASCA sul rapporto SVMEZ  (i riferimenti a Castelbuono ed agli altri comuni citati sono nel penultimo capoverso)

http://www.asca.it/moddettregione.php?id=422733&idregione=16&articolo=SICILIA

2 Responses to “Zone di marginalità estrema”

  1. Salvatore Solaro Says:

    Non sempre è possibile nascondere la realtà. Il palcoscenico sul quale si esibisce comincia a scricchiolare sotto i suoi piedi, ma lui incurante continua a ballarci sopra. La soap-opera volge al termine, il sipario si chiude e il risveglio sarà drammatico.
    Qualcuno lo avvisi.

    Cordiali saluti. Salvatore Solaro

  2. Lorenzo Palumbo Says:

    Le migliori risorse produttive del paese (es.:artigianato) sono scomparse per lasciare il posto ad una specie di villaggio vacanze in cui a fare affari sono solo alcuni venditori di beni voluttuari. La crisi economica e in particolare quella del turismo (-12% presenze turistiche in Sicilia nel 2008)ci presenterà il conto molto presto.
    Il popolo castelbuonese sembra non vedere, ma avrà tutto il tempo per accorgersi che le sonate del pifferaio magico sono servite solo ad alcuni, mentre la maggiore parte dei cittadini facevano i conti con la crisi e con la mancanza di lavoro.
    Tu lo dici, e non da ora, e questo ti fa onore.
    Saluti
    Lorenzo Palumbo

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