Tranquillopoli

"nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario" G.ORWELL

Rassegnamoci

UNA RASSEGNA DI NOTIZIE DA TRANQUILLOPOLI

(a cura del Professore e del Giornalista)

AGGIORNATO AL 17 settembre2009

Solo fatti e opinioni sui fatti, misfatti e benfatti, niente chiacchiere e spot dei politici (ne abbiamo tutti le scatole piene).

I commenti sono auspicati. Non appariranno subito sul blog in quanto sottoposti a moderazione, perchè scarteremo quelli anonimi o il cui autore non è in qualche modo identificabile, se contengono attacchi o offese rivolti a chiunque. I commenti moderati saranno pubblicati appena possibile.

Per scuotere dal torpore Tranquillopoli e dintorni, per la circolazione delle notizie e delle opinioni.

Ecco gli articoli:

 

I CARABINIERI SEQUESTRANO DUE AREE (da Lavoceweb)

Perfino rifiuti pericolosi
sul lungomare di Cefalù

Ci sono discariche abusive e perfino rifiuti pericolosi sul lungomare di Cefalù, in una zona particolarmente battuta dai turisti e dai villeggianti. Lo hanno scoperto i carabinieri che hanno sequestrato due aree di mille metri quadrati sul lungomare Giardina. L’operazione per la tutela dell’ambiente ha consentito di individuare due aree su un terreno parzialmente adibito a parcheggio nelle quali si trovavano due siti adibiti a vere e proprie discariche abusive di inerti. Verosimilmente provenivano da opere di demolizione edilizia. In entrambe erano presenti cospicue quantità di rottami di ferro nonché di parti di veicoli ormai in disuso e abbandonati.
L’intera area, che ha un valore di mercato di circa 50 mila euro, è stata sequestrata. L’operazione, condotta dai carabinieri della compagnia di Cefalù, ha anche permesso di identificare e denunciare il responsabile: un imprenditore cefaludese. L’accusa per lui è quella di aver realizzato e gestito una discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi, in totale assenza di autorizzazione.
Intanto, le indagini dei carabinieri continuano per appurare se da alcune parti dei veicoli a motore abbandonate, nel tempo, siano fuoriuscite sostanze inquinanti o altri liquidi tossici, come quelli, per esempio, delle batterie degli automezzi.

13.09.2009

 

Redazione

IL COAST HOUSES DI CEFALÙ da Lavoceweb

Sequestrato l’ecomostro
che deturpa l’ambiente

La denuncia partita dalle pagine della Voce

Sequestrato dalla polizia il “Coast house residence”, l’ecomostro di cui si è occupato nel numero di giugno il giornale La Voce nell’ambito di una campagna sugli scempi ambientali di Cefalù. L’operazione del commissariato di polizia si è avvalsa dell’apporto della polizia municipale. Nei confronti del presidente del consiglio di amministrazione della società proprietaria del complesso – la Costagliola marmi srl – vengono ipotizzati i reati di deturpamento di bellezze naturali e omissione di lavori in costruzioni che minacciano di andare in rovina.
Il sequestro è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese, Angela Lo Piparo, in seguito a una complessa e articolata indagine iniziata lo scorso mese di giugno dopo l’articolo pubblicato dal nostro giornale.
Il sopralluogo è stato effettuato insieme al personale della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Palermo e dell’ufficio locale marittimo di Cefalù. Ha permesso di accertare che la struttura ricettiva – composta da 22 mini appartamenti, una sala veranda, due portinerie e numerosi magazzini e locali tecnici – versa in condizioni di abbandono tali da costituire un pericolo per le persone che potevano accedervi e alterava le bellezze naturali e paesaggistiche di uno dei tratti di costa più suggestivi dell’intero litorale cefaludese.
Inoltre tutte le unità abitative erano aperte, con gran parte degli infissi divelti, e messe internamente a soqquadro. Alcune di esse presentavano anche tracce di incendi.
I tecnici intervenuti hanno riscontrato danni alle strutture accessorie in cemento armato, quali scalinate di accesso ai piani sottostanti, muretti di protezione delle scale e delle verande e pareti sottostanti alle terrazze. E ancora, erano state riscontrate lesioni sul muro posto al confine con la scalinata di libero accesso alla spiaggia, il distacco di rampe di contenimento e di consistenti masse di intonaco delle parti superiori dei mini appartamenti, rigonfiamenti e dissesti dei terrapieni limitrofi dovuti alla presenza di radici di vegetazione incolta e uno stato di abbandono e degrado che aveva completamente trasformato il volto di una delle principali strutture alberghiere di Cefalù degli anni Novanta.
La struttura, nello stato in cui oggi si trova, risulta agevolmente accessibile da parte di persone estranee e l’area è frequentata da bagnanti e visitatori occasionali con il pericolo concreto e attuale che incorrano in gravi infortuni. Almeno questo è stato accertato durante il sopralluogo.
In base agli accertamenti del commissariato di Cefalù, ai rilievi tecnici e fotografici, ai pareri della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese, ha emesso il decreto di sequestro preventivo che gli agenti del commissariato di Cefalù diretti da Manfredi Borsellino hanno eseguito. Il provvedimento sottolinea la persistenza di “gravi indizi in ordine ai reati di deturpamento di bellezze naturali ed omissione di lavori in costruzioni che minacciano rovina”. Il magistrato motiva l’intervento con il fatto che sarebbe stata “omessa la realizzazione dei necessari lavori di ristrutturazione della struttura alberghiera che, per via dello stato di degrado in cui versa, minaccia rovina ed altera le bellezze naturali del luogo in cui sorge”. Si tratta, è bene ricordarlo, di un luogo sottoposto dalla Regione a una speciale tutela paesaggistico-ambientale”.
Il gip ha condiviso la linea investigativa del commissariato di polizia e del comando della polizia municipale di Cefalù. E ha aggiunto che è “fuor di dubbio che sul proprietario di un edificio incomba l’obbligo di scongiurare il pericolo che sue modificazioni e/o cedimenti strutturali possano cagionare il deturpamento dell’area su cui esso insiste”. Tra le ragioni per cui il gip del tribunale di Termini Imerese ha emesso il decreto di sequestro vi è, tra le altre, la circostanza che “la prolungata accessibilità dell’immobile da parte di terzi favorirebbe il reiterarsi di atti vandalici idonei a cagionare un ancora più grave deturpamento dei luoghi”.

09.09.2009

Paola Castiglia

 

OPERAZIONE DEI CARABINIERI (da Lavoceweb)

Cefalù, trovato amianto
in due discariche abusive

Due discariche abusive scoperte dai carabinieri a Cefalù contenevano anche amianto, considerato materiale molto pericoloso. L’operazione ha interessato la zona di contrada Campella e Gibilmanna, due aree di alto pregio ambientale.
Nella prima discarica, a Campella, i carabinieri hanno trovato su una superficie di circa tremila metri quadrati rifiuti edilizi con fibre di amianto e materiale ferroso. Nella seconda discarica, anch’essa di tremila metri quadrati, è stata riscontrata la presenza di amianto.
E sempre a Cefalù i carabinieri hanno denunciato due persone che stavano abbandonando per strada rifiuti domestici ingombranti in un posto dove era stato già depositato altro materiale del genere.
Con quest’ultima operazione si conferma che l’educazione ambientale è sempre più un’emergenza. Lo dimostrano anche i risultati di altre iniziative dei carabinieri che nelle Madonie, anche in aree protette, hanno scoperto discariche non autorizzate.

31.08.2009

Gli articoli piu letti

Fiume Carbone, che spettacolo!  (da Cefalunews)

Materassi vecchi, cucine elettriche e a gas, vecchi copertoni di auto, mobili in disuso e persino pezzi in ceramica del bagno ristrutturato. A Fiume Carbone c’è proprio di tutto. Una discarica a cielo aperto senza che nessuno pensi a bonificare la zona. I rifiuti sono lì, in bella mostra, da settimane, mesi, senza che nessuno provvede a toglierli bonificando la zona. Non si capisce cosa si aspetta. Intanto la mancanza di bonifica spinge chi deve disfarsi di rifiuti speciali ad abbandonarli proprio a Fiume Carbone perché vede che ve ne sono proprio tanti. Tutta colpa dei cittadini ineducati che li abbandonano senza rispetto per le norme ma anche, ed è bene sottolinearlo, di chi dovrebbe raccoglierli tempestivamente e li lascia sul posto per settimane. Sul perché vengono abbandonati così tanti rifiuti speciali tra le strade, e la periferia della cittadina normanna, non si è mai voluto aprire un vero dibattito. Colpa dei cittadini e della loro mancanza di educazione, si suole sostenere, ma se dietro si nascondesse qualcos’altro?

 

 

Il lungomare dopo la rimozione

CEFALÙ

Canne fumarie addio
Ritrovato il panorama (da Lavoceweb)

La rimozione disposta dalla polizia

Questa mattina all’alba, il lungomare di Cefalù ha riacquistato il suo eccezionale panorama. Il merito va al commissariato di polizia diretto da Manfredi Borsellino, che ha disposto la rimozione delle canne fumarie del lido Poseidon, che gravavano abusivamente sulla spiaggia e ingombravano la vista dei passanti.
Il titolare del lido, C.G., 83 anni, è stato denunciato per deturpamento di bellezze naturali e opere eseguite in assenza di autorizzazione in un’area dichiarata di “notevole interesse pubblico” da un decreto Assessoriale del 1989. Per quest’ultima ipotesi di reato, il titolare del lido rischia una pena compresa tra uno e quattro anni di reclusione.
Secondo quanto accertato dalla squadra di polizia amministrativa del commissariato coordinata dal dirigente, Manfredi Borsellino, le due canne fumarie – una per un forno al legna, l’altra per le cucine dello stabilimento – superavano la balaustra del lungomare di circa cinque metri. Le concessioni demaniali di questi tratti di spiaggia prevedono che i solarium e le attrezzature connesse non debbano superare in altezza la balaustra, ovverosia il muretto di cinta del lungomare.
Da accertamenti eseguiti presso l’assessorato Territorio e ambiente e la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali è risultato che non vi era traccia di alcuna autorizzazione.
L’attività che ha portato la polizia alla rimozione e al sequestro preventivo delle canne fumarie è nata il 18 maggio 2009, quando insieme all’afficio marittimo e alla polizia municipale di Cefalù, si è dato inizio al controllo degli stabilimenti balneari insistenti lungo il tratto di spiaggia ddel lungomare, per verificare la corretta osservanza delle concessioni demaniali e il rispetto da parte di ciascuna struttura della normativa di salvaguardia dell’incolumità dei bagnanti.
Il 27 maggio il lido Poseidon è stato controllato anche a seguito delle segnalazione giunte attraverso il blog di informazione locale donlappiano.com a proposito della collocazione di due canne fumarie a servizio di detto stabilimento balneare visibilmente sporgenti la balaustra.
Le canne fumarie stridevano in maniera evidente con il contesto paesaggistico e storico-culturale della cittadina. Durante il controllo veniva effettivamente riscontrato che lo stabilimento, attivo su una superficie di 3465 metri quadrati, contemplava due canne fumarie che superavano la balaustra del lungomare.
Queste risultavano difformi dalle prescrizioni imposte con le concessioni demaniali che vietavano tra l’altro il superamento da parte delle strutture a servizio dello stabilimento del muro del lungomare e comunque le due canne risultavano prive dei necessari pareri degli organi preposti alla tutela ambientale.
A questo punto, prima di procedere ad una formale contestazione al titolare del lido, è stato necessario il parere degli organi competenti sulla legittimità delle canne fumarie e, soprattutto, sulla loro idoneità a cagionare un danno ambientale all’intera area, vincolata con decreti assessoriali perché ritenuta di notevole interesse pubblico e paesaggistico.
Il 17 luglio scorso l’assessorato Territorio e ambiente rappresentava al titolare del lido Poseidon che le canne di sfiato non risultavano segnate nello stralcio planimetrico dello stabilimento e che pertanto la ditta, considerato “che la concessione conteneva la prescrizione che le opere non devevano superare l’altezza della balaustra il avrebbe dovuto provvedere al ripristino dei luoghi secondo quanto espressamente indicato nel titolo concessorio”. Il ripristino dei luoghi sarebbe dovuto avvenire entro i 15 giorni successivi ma nulla è accaduto.
Il 6 agosto si pronunciava anche la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali emettendo un ordine di rimozione lavori abusivi in zona vincolata con il quale ordinava alla società Poseidon di ripristinare lo stato dei luoghi.
Considerata l’inerzia dei titolari del lido, il commissariato – dopo aver contestato al titolare del lido i reati – lo ha diffidato a rimuovere nel più breve tempo possibile le canne fumarie. Un altro segno positivo che arriva da un commissariato che ha da tempo intrapreso una seria battaglia in difesa dell’ambiente e del paesaggio.

20.08.2009

Paola Castiglia

 

Villette abusive a Gorgo lungo
Scatta il sequestro a Lascari (da Lavoceweb)

Cinque persone denunciate per abusivismo

Grande operazione contro l’abusivismo della polizia di Cefalù che ha sequestrato 600 metri quadrati di terreno appartenente al demanio fluviale e alcune villette con giardino a ridosso della spiaggia “Gorgo lungo”, nel territorio di Lascari, nota per le sue dune ricoperte di macchia mediterranea e molto frequentata durante la stagione estiva. Cinque in tutto le persone indagate per occupazione abusiva del demanio fluviale, deturpamento di bellezze naturali, realizzazione di opere edili in difformità alle concessioni edilizie, in totale assenza di licenza o non menzionate nelle istanze di sanatoria.
Due delle persone indagate sono state denunciate anche per avere occupato abusivamente quasi 500 metri quadrati di superficie di proprietà del demanio marittimo, ricoprendone una parte con ghiaia e delimitando l’area con piccole siepi ed arbusti di conifere dotati di impianto di irrigazione. Gli abusivi si erano appropriati del terreno antistante la propria abitazione, appartenente al demanio marittimo, “cancellando” tutta la macchia mediterranea secolare che lo caratterizzava. L’operazione del Commissariato di Cefalù, diretta e coordinata sul posto da Manfredi Borsellino, è scattata da una denuncia dei residenti che hanno riferito di irregolarità edilizie realizzate a Lascari nella contrada Piane vecchie da cui prende il nome l’operazione.

26.06.2009

Fausto Nicastro

Turismo: ecco i dati dei primi 4 mesi. Più stranieri che italiani / 2  (da Cefalunews)

Arrivano i dati relativi ai flussi turistici nei primi quattro mesi dell’anno 2009. Sono stati eleborati dal Servizio Turistico Regionale di Cefalù. I dati dicono che dal primo gennaio al 30 aprile 2009 sono arrivati a Cefalù 18.653 turisti (-16.25% rispetto lo stesso periodo del 2008), ovvero 3636 turisti in meno, facendo registrare 56.653 presenze (-18.43%), ovvero – 12.736 presenze in meno rispetto allo stesso periodo 2008 quando le presenze registrate sono state 69.451. Questo significa che la loro permanenza media è stata di 3.02 giorni. Interssante però il dato di Aprile, considerato che è il mese con il ponte pasquale. In questo periodo il dato ritorna positivo: 6.743 arrivi (+12.83%) per un totale di 30.821 presenze (+12.35%). Un dato importante: gli stranieri sono più degli italiani e questo è davvero un dato da prendere in considerazione … all’Estero Cefalù è sempre un nome che affascina. Maggiori dettagli nelle prossime news.

 

L’ufficio postale si affloscia e San Mauro Castelverde protesta (da Madonienews)

Protesta a San Mauro Castelverde per il depotenziamento funzionale del locale ufficio postale. Sono circa un migliaio i cittadini che hanno sottoscritto una petizione popolare contro la riduzione del numero di dipendenti delle Poste e la chiusura a singhiozzi dell’ufficio cittadino. I disagi per gli utenti si ripetono dal mese di febbraio scorso, quando il personale della filiale  locale,  per la quasi totalità dei giorni di ogni singolo mese, è stato  ridotto ad una sola unità  arrecando disagi e code presso lo sportello. Per volere della cittadinanza e con l’appoggio dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mauro Cascio, il sindacato Failp Cisal ha fatto sottoscrivere la  petizione davanti l’ufficio postale del comune madonita.  “Ci auguriamo che i responsabili delle Poste Italiane – afferma l’assessore Giovanni Nicolosi – si rendano conto che è impossibile lasciare un ufficio con un solo operatore che si occupi di tutto. Se i disagi dovessero proseguire – continua l’assessore – la popolazione è disposta ad intraprendere altre forme di protesta.” Anche il sindaco prende posizione sulla questione. “Non tolleriamo – dice Mauro Cascio – che una comunità come la nostra non possa contare puntualmente sui servizi di Poste italiane. Sono davvero tantissimi i cittadini che si servono dell’ufficio anche per operazioni di natura bancaria. Chiediamo che i vertici della Spa assicurino un servizio più efficiente”. La petizione è stata spedita ai massimi dirigenti delle Poste Italiane S.P.A., al Ministro delle Attività Produttive, ai Presidenti della Regione Siciliana e della Provincia di Palermo.

-      22 maggio 2009 -

 

Il paese madonita sceglie l’illuminazione sostenibile. Ambiente e stelle ringraziano. Il sistema combatte anche l’inquinamento luminoso

Gratteri prima led city siciliana (da www.madonienews.net)
Presto Gratteri avrà un primato che merita un “nobel ambientalista”. Il paese madonita sarà, infatti, il primo comune della Sicilia che illuminerà interamente a led, con la sostituzione di 275 punti luce pubblici che segneranno una svolta fondamentale verso il risparmio energetico. L’investimento si ripagherà da solo, grazi  all’abbattimento dei costi che questa moderna tecnologia permette. Studio di fattibilità e progetto tecnico sono stati presentati nei giorni scorsi presso il nuovo resort Belli di Gratteri da un gruppo di studenti dell’Università di Palermo coordinati dal professor Salvatore Barbaro. I lavori, aperti dall’assessore all’ambiente Gianni Farrauto e dal sindaco Giuseppe Muffoletto, sono stati accolti dal plauso del presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, che si è impegnato a sostenere quest’iniziativa unica nel panorama siciliano. Presenti anche molti esponenti politici provinciali, tra i quali anche l’assessore Armando Aulicino e i consiglieri provinciali Vito Lanza e Gaetano Lapunzina, oltre al presidente della Sosvima Alessandro Ficile, al presidente dell’Ato 5 Giuseppe Norata, ad alcuni rappresentanti del circolo di Legambiente Gratteri e di Legambiente Sicilia e a una rappresentanza di studenti delle scuole locali e del master di Ecoturismo della scuola Uet Italia.
 
        Per gli appassionati di fisica e chimica il led è un diodo luminoso costituito da una giunzione del polo positivo con quello negativo, che sono realizzati con arseniuro di gallio o con fosfuro di gallio. Questi due materiali sono in grado di emettere radiazioni luminose quando sono attraversati da una corrente elettrica. Il valore di questa corrente è compreso fra dieci e trenta Milliampere. Il funzionamento del led si basa, dunque, sul fenomeno della elettroluminescenza, dovuto all’emissione di fotoni – nella banda del visibile o dell’infrarosso – che sono prodotti dalla ricombinazione degli elettroni e delle lacune quando la giunzione è polarizzata in  senso diretto. Diversamente dalle comuni lampadine, nelle quali il filamento funziona a temperature elevatissime ed è caratterizzato da una alta componente di inerzia termica, i led emettono luce fredda, e possono lampeggiare  a frequenze molto alte, superiori al Megahertz. I led più comuni emettono luce rossa, arancio, gialla o verde, ma ultimamente è stato
 prodotto un led a luce blu chiara, grazie all’utilizzo del nitruro di gallio.
 Lo studio per la progettazione del nuovo impianto elettrico per Gratteri è stato portato a termine dall’Università degli studi di Palermo. Il caso Gratteri, prima “led city” siciliana, va segnalato come una delle più innovative scelte amministrative dell’Isola. Così questo piccolo paese dell’entroterra siciliano, che ha già dato  dimostrazione in più occasioni di avere un occhio assai attento alle problematiche globali, lancia una piccola provocazione alle grandi città. Quasi a voler dire con orgoglio che il vero progresso inizia da qui. Da piccoli centri che, da soli e con coraggio, si dimostrano capaci di futuro. Ultima curiosità: la luce a led elimina anche l’inquinamento luminoso che impedisce di godere la vista delle stelle dai centri urbani. Che invece da Gratteri si vedranno benissimo.

- 19 maggio 2009

Scoperta discarica abusiva ( da http://www.cefalunews.net/)

Comunicato stampa

Un’altra apprezzabile operazione per la tutela dell’ambiente è stata svolta nei giorni scorsi dai Carabinieri della Stazione di Isnello unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Cefalù. Nel corso di uno specifico servizio di controllo straordinario del territorio, infatti, disposto dal superiore Comando Compagnia, e finalizzato proprio a contrastare i reati in materia ambientale, specie in zone particolarmente degne di tutela, come lo è tutto il parco delle madonie, i militari hanno scoperto un’area di circa 400 mq, all’interno della quale erano stoccati rifiuti speciali e pericolosi. Si tratta di una porzione d’area, dunque, appartenente ad un fondo agricolo di circa 3.000 mq, ubicato in c.da Ponte, agro del comune di Isnello, in pieno parco delle Madonie, all’interno della quale erano stati stoccati diversi veicoli non marcianti, parti meccaniche e di carrozzeria, nonché cospicuo materiale di risulta da attività edile.
L’intera area, per un valore stimato di circa 40.000 euro, è stata posta sotto sequestro. L’attività in questione, ha altresì consentito ai militari dell’Arma di identificare e denunciare il responsabile: si tratta di un imprenditore di Isnello. L’accusa per lui è quella di aver realizzato e gestito una discarica abusiva di rifiuti speciali in totale assenza di autorizzazione. Nella fattispecie è stata applicata anche la nuova normativa in materia ambientale, in relazione alla dichiarazione dello stato di emergenza in materia di smaltimento di rifiuti urbani nel territorio della provincia di Palermo.
L’odierna attività si inserisce in un più ampio contesto di operazioni a tutela della salvaguardia dell’ambiente. Un’altra importante operazione era stata portata a compimento, sempre dai militari della Compagnia Carabinieri di Cefalù, alla fine del mese di febbraio, nel corso della quale, in un altro comune madonita, quello di Castelbuono, era stata individuata e posta in sequestro un’altra area, in quella circostanza di ben 15.000 mq, per un valore di circa 250.000 euro. Anche in quell’occasione, un impiegato del luogo, era stato deferito, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Termini Imerese, con l’accusa di aver realizzato una vera e propria discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi, il tutto ovviamente in totale assenza di qualsiasi autorizzazione.

 

Consegnati gli impianti idrici all’APS ( da http://www.cefalunews.net/)

 

Redazione

Consegnati gli impianti idrici comunali all’Acqua Potabili siciliane. Il sindaco Guercio ha firmato la convenzione e da oggi il responsabile del servizio idrico comunale non è più il Municipio ma l’Aps a cui i cittadini si possono subito rivolgere telefonando al numero verde 800103344. “Era un atto dovuto – ha commentato il sindaco Guercio – perché bisognava pensarci prima quando al Municipio c’era l’altra amministrazione”. Dal primo cittadino arriva la rassicurazione ai cittadini che l’APS ha garantito lo sportello clienti nella nostra città e non è escluso si possa anche creare una base tecnica se il Comune trova i locali. Sono quarantasette i Comuni del palermitano che hanno già affidato ai privati la gestione dell’acqua comunale. Domani dovrebbe farlo anche il comune di Termini Imerese. “Da questo momento è l’APS che dovrà operare per tutti i guasti idrici comunali – informa il Municipio – e se non intervengono entro 24 ore possiamo intervenire noi e poi loro ci restituiscono la spesa affrontata”.

 

Un incendio si e’ sviluppato,stamane, all’interno del deposito della societa’ Ato Pa5 – Ecologia ed Ambiente, in via Falcone e Borsellino, a Collesano, in provincia di Palermo. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri. (da http://www.madonienews.it/)

Interrogazione sull’acqua della sorgente Favara di Collesano ( da http://www.cefalunews.net/ 23-4)

Antonio Franco

Facendo seguito al prezioso articolo di Cefalunews nel suo ultimo numero cartaceo e riprendendo le numerose interrogazioni e pubbliche denunce fatte dal già Consigliere comunale, prof. Benedetto Morello (a cui va dato merito per la sua tenace battaglia e che ringrazio per l’utilissima documentazione fornitami nonché per le acute riflessioni che mi ha offerto), ho presentato un’Interrogazione consiliare urgente con richiesta di risposta scritta e orale sull’annosa questione dell’apporto di fornitura idrica dalla sorgente Favara di Collesano, per comprendere come mai Cefalù sia stata privata di una risorsa che, se non ne può risolvere in toto la questione idrica, certamente potrebbe costituire un contributo significativo per alleviarne le problematiche più attuali, come – ad esempio – l’approvvigionamento di alcune zone periferiche. Riporto di seguito l’interrogazione, rimanendo nella speranza che ad essa l’Amministrazione risponda e in tempi brevi (a numerose altre mie interrogazioni non è stata mai data risposta malgrado vari solleciti):
Il sottoscritto Consigliere comunale Prof. Dr. Antonio Franco interroga con urgenza le SS.LL. sulle annose questioni riguardanti la situazione idrica della nostra Città, al fine di sapere in particolare:
a) se il nostro Comune abbia rinunciato al prelevamento dell’acqua derivante dalla concessione (giusto Decreto regionale 30772 del 12/08/1953) di l/s 25 dalla sorgente Favara in territorio di Collesano e, in caso affermativo, per quali motivazioni e in base a quali atti scritti (di cui contestualmente si richiede copia);
b) se, invece, in caso negativo, la condotta di adduzione di tale acqua sia funzionante, quali zone di Cefalù serva, in quali serbatoi sia convogliata, quanta ne sia prelevata alla sorgente e quanta ne giunga in serbatoio nella nostra Città;
c) se siano state effettuate, negli ultimi dieci anni, ispezioni sullo stato del prelevamento, sulla quantità di acqua attinta, sulle condizioni della condotta che dovrebbe condurre l’acqua nel territorio di Cefalù e della condotta esistente nel territorio cefaludese, e, in caso affermativo, quali atti esse abbiano prodotto (se ne richiede contestualmente copia);
d) se risponde a verità che la quasi totale dispersione dell’acqua della sorgente Favara spettante al comune di Cefalù sia dovuta allo stato fatiscente della condotta e ai numerosissimi allacci abusivi che ad essa si sono messi in atto nel corso degli anni;
e) se l’UTC sia venuto a conoscenza di tali dispersioni, se e quali azioni abbia intrapreso per eliminarle, se e quali eventuali abusi e/o responsabilità abbia appurato, se e quali reati abbia denunciato alle competenti autorità;
f) se l’UTC o l’Amministrazione comunale abbiano mai rilasciato illegittimi nulla-osta oppure autorizzazioni di qualsiasi genere per l’attingimento da parte di privati alla condotta forzata di adduzione dell’acqua in questione, dalla sorgente Favara ai serbatoi di Cefalù;
g) se sarebbe tecnicamente possibile rendere disponibile tale acqua della sorgente Favara per le esigenze di almeno una parte della popolazione del territorio di Cefalù e, se sì, in che modo;
h) per quali motivazioni tecniche e/o politiche si è abbandonato ogni interesse di carattere strutturale e amministrativo per la preziosa risorsa d’acqua potabile addotta da c.da Favara;
i) in quali condizioni si trova, infine, il potabilizzatore da 25 l/s di proprietà comunale che, in atto, rimane abbandonato in c.da Kalura, all’altezza del bivio per il Porto, precisando altresì se esso risulta ancora connesso alle rete idrica comunale e quanto sia costato al Comune.
In attesa di vostra sollecita ed esauriente risposta, ci si dichiara da subito disponibile a partecipare ad un sopralluogo ispettivo nei luoghi richiamati dalle domande poste alle SS.LL., preannunciando che sulla questione oggetto della Presente ci si riserva di approfondire ulteriormente la conoscenza degli Atti prodotti o in possesso di codesto Comune di Cefalù.

Amianto a fiume Carbone, ma nessuno lo toglie (da http://www.cefalunews.net/, 20-4)

 

Patrizia Curreri

Amianto a fiume Carbone. Da quasi un mese vicino ai cassonetti dei rifiuti è presente un mucchio di materiale di amianto in uno stato di rischioso degrado. E’ a tutti nota la pericolosità di questo elemento, soprattutto quando gli oggetti in questione sono distrutti ed esposti all’aria aperta e immersi nella natura. In molte occasioni il programma “striscia la notizia” ha fatto notare in molte località la presenza in bella mostra di questo materiale cancerogeno, senza alcun riserbo per la salute degli abitanti. Adesso è cefalunews che denuncia il fatto! Di chi le responsabilità? Dei cittadini, dell’Ato o del Comune? Qualcuno è pur passato da questo posto per notare lo stato in cui si presenta il luogo, ma nessuno interviene. Non stiamo parlando solo di sporcizia, ma anche di salute per l’intero abitato, gli esseri vegetali e animali. Un altro problema in cui versa il nostro paese, le cui segnalazioni e critiche, ripeto, sono utili per migliorarlo e per riportarlo al suo splendore.

 

Scillato, sequestrata discarica di pneumatici (da http://www.madonienews.it/ del 25-4)

I Carabinieri di Caltavuturo da gennaio, mese in cui e’ stato dichiarato lo stato di emergenza rifiuti nella provincia di Palermo, perlustrano le vaste campagne e la periferia del comune del parco delle Madonie in cerca di discariche abusive e depositi incontrollati di rifiuti. Ieri mattina, nel corso di uno di questi servizi eseguiti in piena campagna, sulla strada che porta dal bivio di Scillato al centro abitato, hanno scoperto un deposito di rifiuti speciali. Si tratta di centinaia e centinaia di pneumatici di varie dimensioni, che i militari hanno rinvenuto all’interno di un terreno di proprietà privata, in parte interrati ed in parte depositati sul suolo. Denuncia un pensionato. L’area che si estende per 500 mq è stata sequestrata.

(ITALPRESS).

 

Tassa rifiuti, aumenterà ancora del 20% (da http://www.cefalunews.net/ del 15-4)

 

Redazione

Aumenterà ancora una volta la tassa dei rifiuti. La già esosa tassa per la raccolta dei rifiuti che fa sborsare tanti soldi al cefaludese, e che in questi ultimi anni è aumentata notevolmente, subirà un nuovo incremento. Il nuovo incremento dovrebbe aggirarsi intorno al 20%. Non ci sono soldi che bastano, quindi, per la raccolta dei rifiuti. Negli ultimi due anni, infatti, la tassa è aumentata in maniera esponenziale. Per un appartamento di sessanta metri quadri, per esempio, si pagava, nel 2006, una tassa di circa 50 euro. Per lo stesso appartamento l’anno scorso si è pagata una tassa di 146 euro. Tassa triplicata nonostante il servizio non sia migliorato per niente, anzi in certi casi è davvero peggiorato. Per una raccolta che non funziona bene, quindi, si pensa di aumentare ancora una volta la tassa che grava sui cittadini. A cosa servono i continui aumenti della tassa rifiuti se alla fine non si hanno miglioramenti nella raccolta? Nel 2006 il Municipio ha speso circa due milioni per la raccolta dei rifiuti. Oggi se ne spendono più del doppio. A che si devono questi aumenti?

 

In Sicilia, a Collesano, nell’entroterra di Cefalù, i pilastri della scuola superiore non vanno oltre i 68 chilogrammi per centimetro quadrato. L’asilo, i 12 chilogrammi per centimetro quadro. Il cemento – ricorda oggi chi condusse l’ispezione – si bucava con la semplice pressione dell’indice. Ciò che restava della sua anima di ferro era uno sfilaccio rugginoso e corroso.Cosa aveva messo in quel cemento chi aveva giocato con le impastatrici e le vite degli altri? E cosa hanno messo in questi anni nel cemento delle nostre case, delle nostre scuole, dei nostri uffici? E quanto ci hanno guadagnato? (stralcio di un articolo da “La Repubblica” del 10 -4)

Petralia Soprana (da http://www.cefalunews.net/)

Sequestrata discarica con due quintali di eternit

Sequestrata dai carabinieri una nuova discarica abusiva. Un migliaio i metri quadri scoperti dai militari della Compagnia di Petralia Sottana adibiti a deposito, non autorizzato, di rifiuti pericolosi e non pericolosi. La nuova discarica è stata portata alla luce in località “Giaia”. Tra i rifiuti sono stati trovati due quintali di “eternit”, altamente pericoloso, sedici quintali di vecchi pneumatici da autocarro ed ancora lavatrici, boiler elettrico ed un forno. Denunciato il cinquaduenne S.B. accusato di avere stoccato, in assenza di speciali autorizzazioni, rifiuti speciali. Dall’inizio dell’anno i carabinieri della Alte Madonie hanno denunciato otto persone e sequestrate diverse discariche abusive. Arrestato anche un uomo, nel febbraio scorso, mentre trasportava rifiuti inquinanti.

 

Discarica abusiva scoperta a Petralia Sottana, una denuncia (da http://www.madonienews.it/)

Una discarica di rifiuti speciali e’ stata scoperta dai carabinieri in contrada “Giaia”, nel comune di Petralia Soprana, in provincia di Palermo. Sotto sequestro e’ finita un’area di 1.000 metri quadrati, all’interno della quale sono stati trovati circa 2 quintali di materiale in “eternit”, altamente pericoloso, circa 16 quintali di vecchi pneumatici di autocarro ed altro materiale ferroso: elettrodomestici usati, due lavatrici, boiler elettrici ed un forno. Denunciato alla Procura di Termini Imerese un uomo, S.B., di 52 anni, originario del luogo, accusato di avere stoccato, in assenza di speciali autorizzazioni, i rifiuti speciali. Dall’inizio dell’anno i militari della Compagnia di Petralia Sottana hanno proceduto ad un arresto e otto denunce per reati ambientali, sequestrando diverse aree trasformate in discariche abusive.

(ITALPRESS).

 

Castelbuono: carabinieri denunciano un artigiano nel palermitano (da http://www.madonienews.it/)

Un artigiano e’ stato denunciato dai Carabinieri a Castelbuono per trasporto di rifiuti speciali non pericolosi in assenza di autorizzazione. Si tratta di un 47 enne, fermato dai militari mentre trasportava su un autocarro materiale di risulta. (7-4)

(ITALPRESS).

(da http://www.madonienews.it/)

I finanzieri della Tenenza di Petralia Soprana hanno sequestrato un’area agricola di 60 mila metri quadri, adibita a discarica di rifiuti non autorizzata, ad Alimena. Rinvenuti ingenti quantitativi di rifiuti urbani e rifiuti speciali: materiale di risulta edile, residui ferrosi, pneumatici, carcasse e parti di autoveicoli, carcasse di elettrodomestici, divani, recipienti e tubi di eternit, recipienti di vetro, tutti abbandonati e in evidente stato di degrado, a contatto con il suolo.  (7-4)

(da http://www.madonienews.it/)

Non si sono ancora conclusi i lavori per il ripristino della strada provinciale che unisce il centro abitato di Castelbuono con le contrade Liccia e Rocca di Gonato. La situazione infatti è più grave del previsto. Le ultime piogge della settimana scorsa hanno causato la caduta del terreno soprastante la strada, che a sua volta ha causato la rottura della condotta idrica ivi ubicata. Da circa una settimana i vigili del fuoco e la protezione civile sono al lavoro per ripristinare il più presto possibile il collegamento, dato che per ora le strutture alberghiere di Rocca di Gonato e Milocca sono isolate. A rischio le case a ridosso della strada, circondate dal terreno caduto.
Un’altra frana si è prodotta in una strada minore, in contrada Portella, dove due famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case. La questione è stata portata in consiglio comunale dal consigliere Vincenzo Marguglio. L’amministrazione intanto ha deliberato una somma da destinare alle famiglie per i primi mesi di affitto.
Invece la viabilità nella statale 286 che collega l’autostrada Messina-Palermo con le alte Madonie, interrotta in località Pintorna, tra Castelbuono e Geraci Siculo, sembra che sarà ripristina a breve.
- 3 aprile 2009 -                                                        Giuseppe Spallino

 

San Raffaele Giglio, insediato nuovo cda. Stafano Cirillo è il nuovo presidente (da http://www.madonienews.it/)

Si è insediato, martedì scorso, il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Istituto San Raffaele Giglio di Cefalù che ha eletto, all’unanimità, presidente Stefano Cirillo.
Cirillo, siciliano, 46 anni, ginecologo con esperienze professionali a Londra, Kuwait e nell’ospedale palermitano Buccheri La Ferla, guiderà il board della Fondazione cefaludese per 5 anni.
“Lavoreremo – ha detto il neo presidente – per dare risposte concrete, rafforzando un modello di qualità, di prestazioni sanitarie che rilancino, attraverso le alte specialità oncologiche, la sanità siciliana oltre i confini della Regione. Vogliamo lavorare per affermare un nuovo modo di
vedere e di utilizzare le risorse finalizzato, su tutto, ad evitare che chi soffre debba cercare altrove la giusta assistenza sanitaria”.
Il cda ha eletto vice presidente, sempre all’unanimità, Gianna Zoppei, che è il sovraintendente sanitario di tutti gli ospedali e del centro di ricerca di Don Luigi Verzè.
Nel consiglio di amministrazione della Fondazione per la parte pubblica, insieme a Stefano Cirillo, si sono insediati su designazione dei partner (Regione, Ausl 6 e Comune di Cefalù), il sindaco della cittadina normanna, Giuseppe Guercio, medico, e l’avvocato Massimo Punzi già componente del primo consiglio sino a marzo del 2008.
Per il San Raffaele di Milano insieme alla dottoressa Zoppei è entrato nel cda, Renato Botti, 51 anni, direttore generale del Centro San Raffaele di Milano. Botti è stato il direttore generale dell’Assessorato Regionale alla Sanità della Regione Lombardia ed è attualmente presidente di “Confindustria Lombardia” per il settore della sanità.
Il consiglio di amministrazione ha, inoltre, prorogato sino all’approvazione del bilancio consuntivo del 2008, il direttore generale, Benito Amodeo.
La prossima riunione del Cda è già stata fissata per venerdì 3 aprile.
La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù è stato costituita il 17 gennaio del 2003 grazie ad una partnership tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l’Azienda USL 6 di Palermo e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. E’ stata uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico. E’ nata con l’obiettivo di trasformare l’ospedale Giglio di Cefalù in centro di eccellenza, di ricerca di alta specializzazione a prevalenza oncologica ma non esclusiva.

 

 

Le News

Le due marcie delle ferrovie italiane da http://www.cefalunews.net/kefa/0_News02.asp?id=20660#alto

news

Dal 14 dicembre 2009 saranno disponibili 18 Eurostar AV (19 il venerdì) che collegheranno Milano a Roma con un tempo di percorrenza di 3 ore e mezza, senza fermate intermedie. È così che le Ferrovie dello Stato sono convinti di sottrarre il 60% di viaggiatori all’aereo. Ieri il primo viaggio di 3 ore, a 300 km orari, inaugurato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Un Freccia Rossa speciale lo ha ospitato , infatti, nella tratta Milano-Roma (600 km) per dare inizio a quello che è stato definito dall’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, come «una vera rivoluzione tecnologica, economica e sociale ». L’accorciamento dei tempi è stato possibile grazie al completamento degli ultimi 78 chilometri tra Bologna e Firenze (di cui quasi 74 in galleria), un tracciato finora percorso in 60 minuti, da ieri invece in poco più di mezz’ora. E da noi ? Palermo – Catania dista 232 km. Perscorso in quasi 5 ore!!! Nella migliore delle ipotesi 3 ore e 30. Messina – Catania 95 km un’ora e venti, sempre prendendo i tempi di percorrenza ufficiali Trenitalia minimi. Palermo – Trapani 126 km due ore e venti. Finalmente si lavora sul raddoppio Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo e sulla Palermo-Punta Raisi. Il tratto Ogliastrillo-Castelbuono (12 Km) nonostante sia “immediatamente cantierabile” e nonostante la linea Palermo-Messina sia un segmento del Corridoio ferroviario Transeuropeo n. 1 Berlino-Palermo, giace nel dimenticatoio. Oggi all’Assessorato ai Trasporti della Regione il Comitato Cittadino “Cefalù – Quale Ferrovia” incontrava i Dirigenti della Regione per sollecitare la aratenza dei lavori. E’ scandaloso che nel 2009 si debbano impiegare gli stessi tempi di 20 o 30 anni fa per andarte da una città all’altra della Sicilia, roba da Medioevo. Siamo stanchi di parole. E’ arrivato il tempo dei fatti. Ben venga l’alta velocità, ma facciamo risorgere questa bellissima terra di Sicilia. (Giacomo Fazio Presidente Comitato Pendolari S.Agata-Palermo-Punta Raisi)

 

 

Acqua, il Comune alza bandiera bianca? da http://www.cefalunews.net/  22-3-2009

 (A Cefalù) Vanno avanti i disservizi nella distribuzione dell’acqua potabile

Redazione

Ancora oggi interi quartieri della città sono senz’acqua dai rubinetti. In alcune zone del centro abitato l’acqua è andata via subito dopo pranzo, in altri, invece, è dalla mattinata che provoca problemi alle persone. I disagi ancora una volta sono arrivati senza alcun preavviso ai residenti. I problemi idrici vanno avanti senza che all’orizzonte si intraveda una soluzione. Il Municipio sembra in procinto di alzare bandiera bianca, da più parti si sostiene che l’attuale amministrazione non vede l’ora di cedere gli impianti comunali all’Ato idrico per cedere con essi anche i tanti problemi che provoca alla città. Per i cefaludesi, però, non sarà indolore il passaggio all’Ato nella gestione dell’acqua. Oltre ai disservizi che continueranno ad esserci, infatti, i cefaludesi pagheranno più salata l’acqua potabile secondo il piano tariffario approvato dal nuovo gestore idrico.
 

 

Ambiente, un arresto e sette denunciati

da http://www.cefalunews.net/  22-3-2009

Comunicato stampa

I Carabinieri della Compagnia di Cefalù, negli ultimi giorni, hanno intensificato i servizi in materia di reati ambientali. Coordinati dal superiore Comando Gruppo di Monreale, che ha disposto apposite attività nel settore, i militari dell’Arma hanno avviato una serie di controlli finalizzati a reprimere le violazioni commesse alla luce anche della nuova legislazione applicata, a seguito della dichiarazione dello stato d’emergenza per i rifiuti nella provincia di Palermo.
Così i militari di Castelbuono hanno tratto in arresto un giovane, Giuseppe D’Ippolito, in quanto responsabile di trasporto senza autorizzazione e deposito di rifiuti derivanti da attività edilizia. I Carabinieri, infatti, hanno effettuato un servizio di osservazione, controllo e pedinamento, nel corso del quale si è accertato che l’uomo trasportasse i rifiuti su di un autocarro e, giunto in Contrada Fiumara, nei pressi dell’argine dell’omonimo torrente, iniziava a scaricare i rifiuti. Nelle adiacenze del luogo in cui i militari hanno visto depositare il materiale di risulta, inoltre, i carabinieri hanno notato la presenza di altri rifiuti dello stesso genere. Pertanto, il giovane veniva tratto in arresto e sottoposto al rito per direttissima, mentre l’automezzo è stato sottoposto a sequestro.
Nel corso dei controlli, poi, sono state deferite altre sette persone dalle Stazioni dipendenti, Finale di Pollina, San Mauro Castelverde, Castelbuono e dal Nucleo Operativo. Un’altra discarica abusiva, di circa 600 mq, è stata sottoposta a sequestro, all’interno i militari hanno accertato la presenza di rifiuti speciali e pericolosi, costituti da ruote di veicoli, complete di cerchi e completamente usurati ed arrugginiti, macchinari ed apparecchiature del tipo agricolo – industriale in disuso, altri rifiuti in metallo ossidati dall’esposizione agli agenti atmosferici, plastica e residui da idrocarburi, materiali di risulta. Il proprietario è stato deferito alla Procura della Repubblica di Termini Imerese, così come altre cinque persone, ritenute invece responsabili di inosservanza delle norme in materia edilizia. Gli immobili, infatti, presentavano delle difformità strutturali rispetto al progetto originario, in assenza di relative autorizzazioni. Uno dei manufatti per cui si proceduto è stato sequestrato. Infine, nel corso di un controllo presso i cantieri edili, unitamente ai Carabinieri del N.I.L. (Nucleo Ispettorato del Lavoro), i militari della Compagnia di Cefalù hanno rilevato varie violazioni in materia di sicurezza del lavoro, deferendo il proprietario, in quanto committente dei lavori e datore di lavoro. Le sanzioni penali ed amministrative comminate ammontano a circa 80.000,00 euro.

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da

Massimo Punzi torna nel Cda San Raffaele

da http://www.cefalunews.net/ 16-3-2009 

Sarà l’avvocato Massimo Punzi a prendere il posto del dimissionario Salvatore Iacolino nel consiglio di amministrazione della Fondazione san Raffaele. Alla designazione si sarebbe arrivati nel corso di un incontro al quale avrebbe partecipato anche il presidente del Senato. Punzi ha fatto parte del primo consiglio di amministrazione e si è dimesso un anno fa per evitare – come ha scritto in una nota – “possibili strumentalizzazioni in campagna elettorale”.

 

dal quindicinale  l’Obiettivo  del 15 Marzo 2009 

 “A Cefalù. Nel paese di don Lappanio…

 Sul sito internet www.clandestinoweb.it è apparsa la notizia secondo cui l’on. Miccichè, “dagrande”, vuole fare il sindaco di Cefalù, cosa che ha spinto il consigliere comunale del PDRosario Lapunzina ad esprimere pubblicamente le proprie considerazioni e ad inviarcele.

Le proponiamo qui di seguito.

“Il fanciullo Miccichè

Èassai importante che il Sottosegretario Gianfranco Miccichè

 abbia acquisito coscienza di ciò che vuol fare “da grande”.Ancora meglio sarebbe se avesse altrettanta consapevolezzasu quanto già fa da oltre 14 anni, nell’età, cioè, che presumiamo corrispondaalla giovinezza, o fors’anche alla di Lui infanzia politica (mai professionisti della politica non stavano tutti a sinistra?).E, siccome questo è ancora il tempo della spensieratezza, l’on. Miccichè,con Cefalù, gioca e si diverte. Prima da sponsor del sindacoVicari che, in dieci anni di allegra gestione, ha dilapidato le risorsedel bilancio. Poi da sostenitore dell’attuale Primo cittadino Guercio,le cui “straordinarie” doti manageriali devono averlo così fortementeimpressionato da appoggiarne la nomina a Consigliere di Amministrazionedella Fondazione Giglio San Raffaele.I due incarichi sono tra di loro incompatibili? È uno strappo alleregole? Che importa. In giovinezza certe goliardate sono d’obbligo.Proprio come quella volta, quando il sindaco Guercio nominò espertodel Comune proprio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio!Anche allora incompatibile. Ma era un buon viatico per quel sognoche l’on. Miccichè coltiva.Lasciamo al sottosegretario il tempo di “maturare”, immerso nel suo sogno.Intanto gli auguriamo che leurla che si levano dalla cittànon siano così forti da destarlo.

Se il sottosegretario Micciché

 ha veramente acuore i problemi diCefalù, e intende occuparsenein prima persona, induca ilsuo amico e sodale Pippo Guercio alle immediate dimissioni da sindacodi Cefalù, così da portare in breve tempo il Comune a nuove elezioni;noi ci presenteremo al giudizio degli elettori, e non avremoalcun timore a misurarci con Lui o con altri.Viceversa, è da irresponsabili pensare di poter lasciare immutatal’attuale situazione per altri tre lunghi anni, ritenendo di avere, almomento, cose più importanti da fare. Cose che, oltretutto, non portanomolto a Cefalù. Come la rimodulazione dei Fondi FAS, presentatain conferenza stampa dal Governo con l’autorevole partecipazione,tra gli altri, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,con delega al CIPE, Gianfranco Micciché: nell’elenco delle operefinanziate ci sono la metropolitana e la chiusura dell’anello ferroviariodi Palermo; ma non è presente il raddoppio ferroviario tra Ogliastrilloe Castelbuono, la cui immediata realizzazione è determinanteper lo sviluppo della nostra città, nonché per assicurare lavoro ai tantidisoccupati.Come dire: quello degli abitanti della “Grande Città”, che ci onoranodella loro presenza nei week-end, rimane pur sempre un “amoredimezzato”. Importante.Rosario Lapunzina 4 l’Obiettivo Madonie 15 Marzo 2009

 

da http://www.madonienews.it/

Dopo la scoperta di due discariche in pochi giorni nel territorio delle due Petralie e di 4 discariche abusive dall’inizio dell’anno, tanti gli interrogativi sulla diffusione di queste pratiche illegali

Discariche abusive. Casi isolati o illegalità diffusa?

Due episodi in pochi giorni ed entrambi nel territorio petralese. Uno, ieri a Petralia Sottana e un altro nei giorni scorsi alla Soprana. Due discariche abusive seque-strate dai carabi-nieri. In tutto il territorio delle Al-te Madonie dall’i-nizio dell’anno so-no state denun-ciate quattro per-sone, sequestrate altrettante aree e diversi quintali di rifiuti solidi e spe-ciali stoccati abu-sivamente.

Una discarica di rifiuti speciali e’ stata scoperta dai carabinieri in contrada Boageri, a Petralia Sottana, in provincia di Palermo. Sotto sequestro è finita un’area di circa 100 metri quadrati. Il proprietario del terreno, L.F., di 70 anni, è stato denunciato alla Procura di Termini Imerese per deposito di rifiuti solidi e speciali in assenza delle previste autorizzazioni. I militari, nascosto tra rotoli di fieno e vegetazione, hanno scoperto un deposito di rifiuti solidi e speciali. All’interno sono stati trovati numerosi pneumatici usati, carcasse di elettrodomestici e cumuli di altro materiale ferroso.

Nei giorni scorsi i carabinieri della stazione di Petralia Soprana in localita’ Villa Letizia-Cozzo Bianco hanno sequestrato un’area di circa 200 mq adibita a deposito abusivo di rifiuti solidi e speciali. Tra questi ultimi c’erano anche attrezzature pesanti da trivellazione, una carcassa di auto, pneumatici e materiale in plastica ed in ferro, per un peso stimato di circa 12 tonnellate. Denunciato un uomo di sessant’anni. E’ troppo poco per gridare allarme ma è già sufficiente per chiedersi cosa sta succedendo. Si tratta solo della punta di un iceberg. E’ la solerzia dei carabinieri di Petralia e delle alte Madonie a fare emergere le discariche? Oppure ci dobbiamo aspettare che se queste indagini fossero estese a tappeto sul territorio del Parco potremmo avere delle amare sorprese? E’ troppo presto per dirlo ma a questo punto l’attenzione deve essere massima. Anche perché non è escluso che situazioni di illegalità di questo tipo possano essere riscontrate anche in altre parti del territorio del Parco. E questo sarebbe uno scempio che non possiamo consentire a nessuno.

Andrea Naselli

-17 marzo 2009

 

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