Primo piano
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L’acqua della rete idrica finisce in Tribunale
Redazione
E’ stata fissata per il prossimo 23 luglio la prima udienza davanti al giudice del tribunale di termini Imerse per la citazione, sottoscritta da un centinaio di cittadini, con il quale è stato chiesto l’annullamento delle fatture relative al pagamento del costo del servizio idrico per l´anno 2006 e del canone per la potabilizzazione per il secondo semestre 2005. A promuovere l’iniziativa la Cgil di cefalù assistita dal proprio consulente legale, avvocato Lorenzo Mannino. “Con l´atto – si legge in un comunicato - si denuncia la palese illegittimità degli atti amministrativi che hanno determinato la tariffa, l´aumento della quale è superiore al limite del 5% previsto dalla delibera del CIPE n. 131 del 2002 che fra l'altro indica un arco temporale di quattro anni per la copertura integrale del costo del servizio”. Per la Cgil, inoltre, “l'acqua immessa in rete non possiede i requisiti formali e legali per essere considerata tale in quanto l'ente erogatore non è fornito della prescritta autorizzazione all'utilizzo delle acque per il consumo umano, così come dichiarato dal sindaco nel corso della conferenza di servizio svoltasi il 07 Febbraio 2008”. Per la Cgil, quindi, “il venditore non garantisce il compratore dai vizi della cosa venduta che la rendano inidonea all'uso”. Per quanto riguarda l'illegittimità della richiesta del canone di potabilizzazione per il 2° semestre dell'anno 2005 lo stesso sindacato dice che “la tariffa è stata approvata oltre il termine previsto per deliberala come stabilito dalla legge 388 del 2000. Eccezione per altro già sollevata dalla relazione sulla verifica amministrativo contabile eseguita dal 16 Gennaio al 9 Febbraio 2007 presso il comune di Cefalù dal servizio ispettivo di Finanza pubblica del Ministero delle Finanze”.
Per il sindacato che ha promosso l’iniziativa davanti al Giudice l’amministrazione comunale sarebbe incapace di “rappresentare i legittimi interessi della collettività, di prendere provvedimenti definitivi su un tema di vitale importanza come quello dell'acqua, in presenza di tante e tali ed evidenti irregolarità, costringendo i cittadini a domandare ad un giudice di pronunciarsi contro se stessi”. Nello stesso comunicato la Cgil parla di sconfitta per la città “che ha dato un largo consenso ad una politica che aveva promesso di mettere Cefalù al di sopra di tutto”.
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